Potere della nuova maglia 2015-2016, chi lo sa, il Milan risorge nell’anticipo del sabato sera, battendo per 2-1 una Roma pessima per gioco e atteggiamento, con le reti di Van Ginkel nel primo tempo e dell’ex Mattia Destro nella ripresa a rendere vano il rigore di Totti nel finale di gara. Successo meritato, dunque, per gli uomini di Pippo Inzaghi (espulso da Tagliavento), che trascinati da un ottimo Honda, autore di due assist, regalano così ai propri tifosi una microscopia soddisfazione in coda a un campionato tragicomico. Brutte notizie per i giallorossi, firmatari di una prova deficitaria sotto ogni punto di vista: ora la Lazio può procedere all’aggancio, se non addirittura al sorpasso.

E’ un po’ il discorso delle origini dell’uovo e della gallina. Per gran parte del match, Milan riesce nell’impresa di fare quasi un figurone o, girando il discorso, più verosimilmente è l’orrida Roma a riuscire nell’impresa di far sembrare il Milan una squadra di calcio. Niente di trascendentale, ci mancherebbe, ma dopo tre performance di fila da matita rossa da ogni punto di vista, e altrettante sconfitte, i rossoneri offrono allo scarno pubblico di San Siro uno spettacolo accettabile, subendo poco o nulla al cospetto di una squadra che ha 20 punti in più in classifica, e costruendo diverse palle gol con giocate pregevoli. Grandi colpe della Roma, come detto, distratta e sfilacciata come non mai. Keisuke Honda impegna subito De Sanctis in una parata complicata, dopo bell’assist di testa di Antonelli (12’), poi arriva l’unica vera risposta giallorossa di tutta la prima frazione, con una capocciata di Manolas da azione di corner che si stampa sul palo alla destra di Diego Lopez. Gervinho si stira alla mezzora: dentro Ljajic, anche lui in precarie condizioni. Ancora De Sanctis si deve superare al 36’, su un altro colpo di testa di Bonaventura da centro area, ottimamente liberato da Van Ginkel. 4’ più tardi è proprio il baby olandese a sbloccare il risultato: una sanguinosa palla persa di Pjanic libera Honda sulla destra, bravo il giapponese ad aspettare l’inserimento di Van Ginkel e a consentirgli un tocco sottoporta sul quale De Sanctis questa volta non può nulla.

La ripresa parte con il medesimo spartito: Roma evanescente e, nonostante i cori di contestazione della curva contro squadra e amministratore delegato, Milan orgoglioso e organizzato. E stranamente efficace sottoporta: al 13’, infatti, siamo sul 2-0, grazie all’opportunismo dell’uomo più atteso, Mattia Destro, che su altro cross dalla fascia di Honda brucia Astori e di testa insacca sotto la traversa. Terzo gol milanista per lui, il primo in una vittoria. I giallorossi traballano paurosamente e 5’ più tardi, in contropiede, Bonaventura ha la colossale chance per chiudere il match, ma la sperpera con un destro precipitoso a lato. La Roma non è pervenuta, ed è soltanto un rigore procurato da Iturbe – e generosamente accordato da Tagliavento – a permettere ai giallorossi di rimanere aggrappati alla partita. E’ capitan Totti a realizzare dal dischetto, nonostante una conclusione molle e centrale che per pochissimo Diego Lopez non neutralizza. Viene un po’ di tremarella, al Milan, che arretra un po’ troppo e dà la possibilità alla Roma di provarci fino alla fine: tuttavia, a parte un sinistro secco di Iturbe deviato in corner da Diego Lopez e un paio di mischie in area, i giallorossi non si renderanno mai pericolosi. Nel finale Tagliavento omaggia Inzaghi della prima espulsione della sua carriera da allenatore: poco male, perché dà l’occasione al tecnico di ricevere il coro dei suoi tifosi, lo stesso che gli era stato dedicato nel glorioso decennio da giocatore. Se non altro, un modo per confermare un affetto che i limiti, gli errori e gli ostacoli di quest’anno non hanno potuto intaccare.