Rilassato e sorridente, il Massimiliano Allegri che si presenta alla conferenza-stampa precedente a Milan-Roma sembra un uomo che ha raggiunto la pace dei sensi, benché ancora non abbia raggiunto la qualificazione alla prossima Champions League. Forse perché sente che il traguardo è ormai vicino; forse perché le battute di Berlusconi non gli fanno più effetto; forse perché sa già che non dovrà sopportarle ancora a lungo. Di sicuro, perché gli hanno fatto piacere le parole di stima che gli sono piovute addosso da ogni parte, anche e soprattutto dai suoi giocatori più importanti.

Capitan Ambrosini, addirittura, ha definito “coraggiosa” l’eventuale scelta di mandarlo via: un eufemismo, ovviamente, in sostituzione della locuzione (“cazzata immane”, o qualcosa del genere) che certo campeggiava nella testa del pesarese. Parole che servono molto all’autostima del tecnico, ma che probabilmente non gli impediranno di andare incontro a un destino che pare già scritto. Berlusconi ha già sopportato fin troppo un tecnico mai troppo amato e difficilmente gli affiderà un progetto pluriennale; e la soluzione che prevede il traghettamento della squadra fino alla naturale scadenza del contratto, nel giugno 2014, non sembra vantaggiosa per nessuno. Meglio separarsi adesso, preferibilmente con il sorriso di chi ha ottenuto il risultato sperato. Ed è curioso il fatto che il saluto a San Siro di Allegri coincida con il match contro quella che dovrebbe essere la sua prossima squadra. Non gli resta che augurarsi che la Roma gli conceda un dolce addio.