Prima vittoria in campionato del 2015 per il Milan, che supera per 3-1 un Parma già rassegnato alla retrocessione e torna finalmente a muovere una classifica che stava digradando verso il nero notte. Decisivo, tanto per cambiare, Jeremy Menez, che firma una doppietta e un assist, e nota di merito per Cristian Zaccardo, che alla prima presenza stagionale si toglie lo sfizio di procurare il rigore del vantaggio, di segnare il gol del 2-1, poi annullato, e infine di timbrare la rete che chiude il match. Esordio in chiaroscuro per Mattia Destro, in campo per 70’ ma poco servito.

Tra una squadra in crisi, priva di identità, gioco e midollo, nonché falcidiata dalle assenze (il Milan), e una squadra praticamente retrocessa e in ammutinamento contro la propria società, poteva derivare un solo tipo di partita: brutta come la morte. Il 4-4-2 con cui i rossoneri si presentano in campo, disegnato più dalle assenze che dalla volontà di Inzaghi, è in realtà un 4-boh-chissà, con due terzini che non avevano mai giocato nel Milan finora (Zaccardo e Bocchetti), con Poli e Van Ginkel a costituire il centrocampo più scadente della storia moderna del club, Menez a girovagare per il campo, Cerci e Honda inconsistenti e Destro isolato in avanti come un lebbroso. In campo regna il caos, sugli spalti lo sconforto, e non basta nemmeno il solito rigore di Menez (11esimo gol in campionato per il francese, il sesto dal dischetto) a incanalare la partita nel verso voluto dal Milan. Sette minuti dopo il vantaggio, infatti, il Milan paga la tassa sui calci piazzati: cross di Gobbi, testa del cebolla Rodriguez e girata vincente di Antonio Nocerino, che segna il più desolante dei gol dell’ex. Non gira nemmeno bene per la squadra di Inzaghi, che nel giro di 5’ centra due volte i legni della porta di Mirante, prima con una fucilata di Alex su punizione e poi con un colpo di testa di Destro che accarezza la parte superiore della traversa. Ma non c’è neppure la possibilità di recriminare troppo, visto che senza San Diego Lopez, autore di due prodezze su Varela e Nocerino, il Milan si troverebbe sotto, e con merito, all’intervallo. Nota a margine: da tramandare ai posteri il dribbling nell’area piccola di Adil Rami, che per poco non regala il vantaggio al Parma.

Inzaghi decide di lasciare negli spogliatoio lo spaesato Van Ginkel e di riciclare Michael Essien. Il ghanese, tra un erroraccio e una dormita, riesce se non altro a restituire un po’ di ordine al centrocampo, ma a togliere le castagne dal fuoco ci pensa ancora una volta Menez: il francese riceve da Cerci (molto meglio a destra che a sinistra) e con un diagonale mancino infila Mirante sul palo lontano. Il nuovo vantaggio, finalmente, distende i nervi dei rossoneri, che iniziano a far male in contropiede con il duo Menez-Cerci, imprendibili in velocità. A 15’ dalla fine c’è gloria anche per Zaccardo, che celebra il suo esordio stagionale chiudendo in gol un triangolo lungo con il numero 7, quando il Parma aveva ormai gettato la spugna da un pezzo. Finisce 3-1, un brodino che permette al Milan di riaffacciarsi in zona Europa e a Inzaghi di salvare la panchina, in attesa che l’ammasso informe che allena si trasformi finalmente in un simulacro di squadra.

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