Vittoria doveva essere e vittoria è stata, anche se il 3-2 con cui il Milan ha sconfitto il Palermo nell’anticipo del sabato non azzera le perplessità sulla squadra di Sinisa Mihajlovic, salvata più dalle prodezze di Carlos Bacca – due gol, uno più bello dell’altro, e in mezzo il gioiello di Bonaventura – che dalla sua cifra complessiva di gioco: a una prima ora discreta, infatti, ha fatto seguito un finale di gara in costante affanno, fisico ma anche psicologico. Successo comunque meritato per i rossoneri, che cancellano l’amarezza del derby perso e salgono così a quota sei punti in classifica.

Mihajlovic presenta una formazione del tutto identica a quella vista contro l’Inter, con Honda a supportare il duo Bacca-Luiz Adriano e Montolivo confermato davanti alla difesa. Continuità che dura poco, perché Abate si procura subito un infortunio muscolare e dopo qualche minuto è costretto a lasciare il posto al baby Calabria. La sostituzione non si rivela un brutto affare per il Milan, visto che è dal piede del neo entrato che scaturisce il gol del vantaggio rossonero: un bel cross dalla destra sul quale si avventa Bonaventura, che aggancia al limite dell’area piccola e con grande lucidità appoggia dietro per Bacca, fulmineo nello spedire di esterno destro il pallone all’incrocio dei pali (21’). E’ un buon Milan, quello del primo tempo, che tuttavia dimostra di non aver ancora messo una toppa all’annosa questione delle palle inattive, come dimostra l’improvviso gol del pareggio di un Palermo fin qui spettatore non pagante: corner di Quaison, Diego Lopez si congela in uscita, De Sciglio è una mummia e Hiljemark incorna in rete senza nemmeno saltare. I rossoneri hanno il merito di non accusare troppo il colpo e nel giro di 5’ sfiorano due volte il nuovo vantaggio, prima con una percussione di Luiz Adriano (Sorrentino para con i glutei) e quindi con Bacca: il colombiano, servito da Honda dopo erroraccio in disimpegno di Jajalo, salta Sorrentino ma invece di calciare di sinistro prova una folle rabona che il portiere rosanero riesce a smanacciare in calcio d’angolo. Il gol è comunque nell’aria e arriva al 40’: Bonaventura, migliore tra i rossoneri, si guadagna una punizione al limite ed è lui stesso a trasformarla con una conclusione chirurgica nel sette già perforato in precedenza da Bacca. Iachini s’infuria – abbastanza incomprensibilmente, visto che il fallo sul 28 milanista era netto – e viene espulso dall’arbitro Russo.

Il Milan rientra dagli spogliatoi col piglio di chi vuole chiudere subito la questione, e Bacca sfiora la doppietta personale con una rasoiata di destro sull’esterno della rete. Il 3-1 tuttavia non arriva, e dopo il 60’ i rossoneri iniziano a sfilacciarsi, lasciando così al Palermo la possibilità di alzare il baricentro e presentarsi con sempre maggiore insistenza sulla trequarti d’attacco. Calabria è costretto a una grande chiusura su Quaison (59’), poi è Gilardino ad agganciare in piena area, sbagliando la misura dell’assist a Vazquez. Mihajlovic decide che è arrivato il momento di Balotelli al posto di Luiz Adriano, ma il cambio porta male, perché 2’ più tardi il Palermo pareggia: triangolo lungo tra Hiljemark e Gilardino, De Sciglio si fa prendere colpevolmente d’infilata e lo svedese può trafiggere Diego Lopez con un comodo rasoterra (72’). L’anno scorso, un gol del genere avrebbe segato in due il Milan. Quest’anno, per fortuna di Sinisa, davanti c’è un tipo come Carlos Bacca, che non sarà Van Basten in quanto a eleganza ma in area si muove con la letale essenzialità di un cobra. Alla mezz’ora spaccata, il colombiano si avventa su un cross dalla destra dell’ottimo Kucka, bruciando Gonzalez e schiacciando di testa sul palo lontano: gol da centravanti di razza e Milan nuovamente avanti per 3-2. Russo butta fuori anche il secondo di Iachini, lasciando tutti a chiedersi chi ha le redini in mano ora nel Palermo. I rosanero ci provano, ma Diego Lopez fa buona guardia sullo scatenato Hiljemark (80’). Poi è solo controllo fino al fischio finale. Non è una di quelle vittorie che ti svoltano una stagione, ma certamente una di quelle che evitano che la stagione ti esploda in mano.