Le pagelle di Milan-Napoli 1-2!

Pagelle Milan

ABBIATI 5: se il missile terra-terra di Higuain non gli ha sfondato anche i timpani, oltre alle dita, ci penseranno i pensieri malevoli dei tifosi rossoneri a portare il suo orecchio interno al punto di esplosione. Inaffidabile, ma lo è da tempo

ABATE 6: il suo rientro fa impennare il livello difensivo rossonero e questo già di per sé la dice lunga sullo stato di salute della retroguardia. Controlla bene Insigne e per i primi 45’ si propone sulla destra con la solita commovente, infruttuosa ostinazione. Cala vistosamente nella ripresa

(NOCERINO ng)

ZAPATA 4.5: prova subito a farsi perdonare il gol contro il Celtic regalandone uno al suo amicone Higuain, che tuttavia sbaglia. Ci riprova un altro paio di volte nella ripresa, senza fortuna. Andrà meglio la prossima volta

MEXES 5.5: in occasione del gol di Britos si produce in una delle sue imitazioni migliori, quella del capitello dorico. Cerca di neutralizzare come può l’indemoniato Higuain, passa gli ultimi 10’ in posizione di centravanti, senza apparente autorizzazione da parte di Allegri

EMANUELSON 5.5: ignorato sistematicamente dai compagni di squadra, si cava d’impaccio contro un Callejon in serata no. Non lascia tracce di sé nemmeno in positivo

POLI 6: con De Jong, è il primo a suonare la carica in un Milan sotto choc dopo la bruciante partenza del Napoli. Lotta come un orso affamato e si procura un rigore che Banti non ravvisa. Luccica, in questa mediana triste

(NIANG ng)

DE JONG 6.5: prestazione di grande ferocia, corre in diagonale come il Gattuso dei bei tempi e come lui sembra uno e trino. Peccato che all’olandese venga chiesto anche di iniziare l’azione

MUNTARI 4.5: non sa impostare, è spesso fuori posizione, dai sessanta metri in avanti si sente autorizzato a calciare in porta e quando la tensione si alza ti rassicura come i talebani con l’atomica. L’unica cosa che teoricamente sa far bene, gli inserimenti senza palla, non gli riesce mai

BIRSA 5.5: stavolta non sfigura nemmeno e, in ogni caso, come già detto in precedenza, la colpa non è sua ma di chi ce l’ha messo

(ROBINHO 5.5: si piazza sul lato di Emanuelson e dà il via a un interessante gioco di scambi di identità, tanto nessuno dagli spalti si accorge della loro presenza. O della loro assenza, è la stessa cosa)

BALOTELLI 7: facciamo finta che non abbia fallito il primo rigore da quando non è più un embrione e che non abbia messo ancor più nei guai la sua squadra, facendosi espellere dopo il fischio finale. Facciamo finta che soprattutto quest’ultima idiozia non sia mai esistita. Se ci si riesce, allora Balo è stato di gran lunga il migliore del Milan, con un gol splendido, una traversa e tante giocate da campione all’attivo

MATRI 5.5: quando il Milan tornerà a dotarsi di un centrocampo degno di questo nome, tornerà molto utile anche lui. Per ora, con una squadra che fonda il suo gioco offensivo sulla pura improvvisazione, deve accontentarsi di prendere botte e trovare qualche buona sponda per i compagni

ALLEGRI 5: il Milan non merita di perdere, come peraltro non meritava di far punti nelle ultime due uscite. Quando si ha cuore e voglia, ma manca tutto il resto, a partire dal gioco, è inevitabile che il risultato sia esposto ai capricci del caso. Diciamo che non ha colpe, se è costretto a fare a meno di 4-5 titolari? Diciamolo pure. Resta il fatto che non si capisce quale spartito sia suonando la sua orchestra di flauti spezzati e tamburi forati, e che la classifica dice 4 punti in 4 partite: uno in più dell’anno scorso, quando sembrava prossima la fine del mondo

 Pagelle Napoli

REINA 7.5: col Milan ha un conto aperto, visto gli eventi del maggio 2007, e decide di sistemare la faccenda in una botta sola: para tutto il parabile, entra nella storia minima del calcio costringendo Balotelli alla prima resa dagli undici metri, si arrende soltanto sulla parabola impossibile del 45. Ma la sua firma sull’impresa è di quelle in calce

MESTO 6.5: primo tempo di assoluto relax, considerato che il Milan dalla sua parte non attacca mai. Qualche problema in più dopo l’ingresso di Robinho, anche perché è dalle sue parti che Balotelli viene spesso a giocare, ma lui non arretra di un metro

ALBIOL 6: mette lo zampino nel sacco di San Siro, recapitando sul capoccione del compagno di reparto il pallone del subitaneo 1-0, e anche in difesa fa bene il suo lavoro. Mezzo voto in meno per lo sciocco sgambetto a Balotelli in occasione del rigore: poteva essere un voto in meno, ma Reina lo salva

BRITOS 6.5: il gol è semplice, ma lui si fa trovare al posto giusto al momento giusto, e anche questo è un merito. Galvanizzato, gioca un match di grande solidità, salvo perdere un po’ la bussola nel finale, con un paio di interventi da codice rosso (e forse anche da cartellino)

ZUNIGA 6: il più sollecitato dei difensori azzurri per tutta la prima frazione, anche perché Insigne non si preoccupa mai di aiutarlo. Ne esce con tutte le ossa intere

DZEMAILI 6: la mossa a sorpresa di Benitez funziona, si posiziona accanto a Behrami e ricopre a meraviglia il suo ruolo di valletto. Sfiora anche la rete nel finale

BEHRAMI 7.5: l’elemento centrale della dorsale azzurra. Se il Napoli procede a folate improvvise, per poi rinculare malsicuro, lui gioca su livelli altissimi per tutti i 90’: quantità, qualità, personalità, tutto quello che volete che finisce per à

CALLEJON 5: partecipa da protagonista ai primi folli dieci minuti del Napoli, poi scompare alla distanza, limitandosi al piccolo cabotaggio su Emanuelson e a qualche azione di disturbo. Eravamo abituati a qualcosa di più

HAMSIK 6: non capiterà molte volte di vedere il Napoli uscire con uno scalpo eccellente dal campo di battaglia senza che Hamsik sia stato tra i principali artefici del trionfo. Per dieci minuti fa impazzire letteralmente la retroguardia rossonera, spuntando da ogni anfratto, poi, come Callejon, anche lui digrada lentamente. Comunque, avercene

(PANDEV ng)

INSIGNE 5: inaugura l’assedio ad Abbiati, pescando Behrami solo in area con un tocco morbidissimo. Sembra l’inizio di un’altra serata da incorniciare, dopo quella contro il Borussia Dortmund, ma era solo un falso allarme

(INLER ng)

HIGUAIN 8: la sua qualità e il suo senso del gol non sono mai state in discussione nemmeno a Madrid (dove, visto il Benzema di questi tempi, già lo rimpiangono), ma a Napoli sembra aver già compiuto il salto di qualità definitivo dal punto di vista caratteriale. Un’iradiddio, fa venire le crisi d’ansia ai difensori rossoneri, peraltro già apprensivi di natura, con un pressing asfissiante, ringhia e sbuffa fino all’ultimo minuto in cui resta in campo. Tra una rincorsa e l’altra, segna un gol bello e decisivo. Top player

(MERTENS ng)

BENITEZ 7.5: non è stato il suo miglior Napoli, ma quando leggi 5 vittorie in 5 partite e primo posto in classifica a punteggio pieno, tutte le altre considerazioni svaporano come sbadigli. E poi, le grandi squadre vincono anche quando non lo meritano