Rialza la testa il Milan, che nel posticipo domenicale supera per 2-0 il Napoli grazie alle reti, una per tempo, del solito Menez e di Bonaventura, e si porta a due punti dall’agognato terzo posto, agganciando a quota 24 proprio la squadra di Benitez. Successo meritato per i rossoneri, che hanno saputo colpire al momento giusto e a contenere la tardiva reazione degli avversari; va detto, tuttavia, che il lavoro di Montolivo e compagni è stato per lunghi tratti facilitato da un Napoli disordinato, fragile ed emotivamente molto distante dalla squadra veloce e aggressiva che era soltanto un anno fa.

L’atmosfera gelida di San Siro, vuoi per il clima, vuoi perché il pubblico scarseggia, sembra contagiare anche i giocatori, che inaugurano la partita con l’intensità e il ritmo che in genere si riservano a una processione religiosa. A svegliare tutti dal torpore ci pensa Jeremy Menez, che su un’imbeccata profonda di Bonaventura si beve Albiol con uno straordinario doppio passo per poi battere Rafael con un diagonale mancino chirurgico sul secondo palo (6’). Ottavo gol in campionato per il francese, che resta un non-centravanti ma continua a segnare con discreta puntualità. Il Napoli accusa il colpo e ci mette un quarto d’ora per accorgersi che, nonostante la sua attuale pochezza, il Milan resta una squadra vulnerabile, se non altro perché a destra gioca Bonera e a sinistra Armero. Ghoulam inizia a mettere palloni invitanti dalla fascia, sfruttando i movimenti a rientrare di Mertens, mentre sul versante opposto Callejon dispone a suo piacimento dell’imbarazzante colombiano, e non è affatto un caso che le prime conclusioni pericolose verso la porta rossonera provengano da quel settore di campo: prima David Lopez, poi due volte Callejon, chiamano in causa un attentissimo Diego Lopez (22’ e 24’). Anche il Milan si fa vedere dalle parti di Rafael, sfruttando le praterie che la difesa partenopea gli lascia; l’occasione migliore finisce sui piedi di Poli, ottimamente servito da Honda, ma il sinistro del numero 16 sibila a lato di poco. Nel finale di frazione altre grossa chance per il Napoli: cross teso di Higuain dalla destra e deviazione di Mexes che, nel tentativo disperato di anticipare De Guzman, per poco non infila la sua porta.

Il Napoli che si ripresenta in campo nella ripresa sembra più spavaldo e aggressivo, ma ancora una volta sono i rossoneri a colpire durissimo al primo affondo. L’insospettabile Armero imbrocca un cross al bacio dalla sinistra, Albiol fa finta di trovarsi lì per caso e Jack Bonaventura ha tutto lo spazio del mondo per schiacciare in porta il pallone del 2-0. A differenza del primo tempo, il Milan non si accontenta di gestire il doppio vantaggio ma prova ad affondare definitivamente l’avversario, peraltro in evidente stato confusionale. Nel giro di 5’ i rossoneri hanno tre grosse chance per chiudere il match: una con Poli, che sbaglia un elementare controllo a tu per tu con Rafael; una con Montolivo, che calcia a lato di poco su bella imbeccata di Honda; e una con Menez, che si fa beffe dell’invereconda difesa azzurra prima di vedersi deviare il suo destro a botta sicura sopra la traversa. Il mancato colpo del kappaò concede a Benitez l’opportunità di organizzare qualcosa che assomigli a una controffensiva, buttando nella mischia prima Hamsik e poi Duvan Zapata; l’ingresso del colombiano, il quasi contemporaneo abbandono dell’ottimo Rami (infortunio muscolare, al suo posto l’altro Zapata) e il calo di zuccheri generalizzato tra i rossoneri, consentono ai partenopei di alzare molto il baricentro negli ultimi 15’. Il Milan arretra, soffre, ma non barcolla quasi mai. Si fa vedere anche Higuain, fin lì un fantasma, ma la sua poderosa conclusione dal limite trova la splendida risposta di Diego Lopez. Troppo tardi. Inzaghi torna a sorridere, Benitez dovrà dare molte spiegazioni.