Finisce col punteggio di 1-1 il posticipo serale tra Milan e Napoli (foto by InfoPhoto), grazie alle reti di Flamini e Pandev in rapida sequenza a cavallo della prima mezz’ora di gioco. Una partita in larga parte deludente, con i padroni di casa che hanno fallito  (probabilmente in via definitiva) l’assalto al secondo posto, a causa soprattutto delle assenze nel pacchetto offensivo, e la squadra di Mazzarri che è sembrata accontentarsi di amministrare un risultato prezioso, senza tuttavia riuscire a dare l’impressione di aver raggiunto la maturità indispensabile per sognare in grande.

Come detto, la manovra del Milan sembra risentire della contemporanea assenza di Balotelli ed El Shaarawy, nonostante un Robinho meno balneare del solito e un Boateng volenteroso. D’altra parte, c’è di fronte una squadra, il Napoli, che nelle grandi occasioni tende a esprimersi al di sotto delle proprie possibilità, e che anche a San Siro inizia balbettando. Ne viene fuori una prima mezz’ora equilibrata per difetto, fino all’improvvisa impennata. Al 29’ i rossoneri si portano in vantaggio con Mathieu Flamini, che con un sinistro chirurgico dal limite conclude una perfetta triangolazione lunga iniziata da Boateng e rifinita da Robinho e Pazzini. Passano un paio di minuti e la difesa di casa, fino a quel momento irreprensibile, si fa sorprendere a gambe spalancate da una astuta giocata di Hamsik: lo slovacco libera Pandev in piena area, abbandonato da Mexes per il resto perfetto, e per l’ex Inter è uno scherzo pareggiare. Nel finale di tempo, si vede il Matador Cavani, che su lungo lancio di Cannavaro si produce in un’arpionata volante da applausi, com’è da applausi Abbiati nel respingere il pallonetto.

Se l’ultima parte della prima frazione aveva fatto sperare in una ripresa più vibrante, be’, ci siamo sbagliati di grosso. Il Napoli – e qui è aperto il dibattito: sapienza o poca personalità? – si limita a gestire un punteggio che gli garantirebbe il +4 in classifica, cosa ben testimoniata peraltro dalle solite, stucchevoli perdite di tempo di De Sanctis. Mentre i rossoneri, poverini, si dibattono nei loro limiti di giornata, non certo risolti dall’ingresso del pasticcione Niang per Boateng (infortunatosi già nel primo tempo) e, soprattutto, dall’espulsione rimediata da Flamini per un fallo sconsiderato su Zuniga. Data la superiorità numerica negli ultimi 20’, il Napoli, quasi suo malgrado, prova a vincere la partita, e mette insieme due buone occasioni con Cavani e Calaiò. Ma sarebbe stato troppo, a San Siro non meritava di vincere nessuno. E la Fiorentina torna a -4 dai rossoneri.