Piangono le casse societarie del Milan. Un rosso in bilancio che sarà comunque risanato. Perché, se l’importo stanziato è di 60 milioni, la nuova proprietà cinese ne metterà a disposizione ulteriori 60 in caso di necessità.

Patto con la Uefa

È questa la novità principale all’ordine del giorno per l’assemblea dei soci rossonera, convocato a Casa Milan giovedì 18 e venerdì 19 maggio. In altre parole, il Cda avrà la facoltà di deliberare ulteriori aumenti di capitale, anche in più tranche. Il Milan ha d’altronde assolutamente bisogno di denaro fresco, lontano ancora dall’autosufficienza. I numeri parlano chiaro: -91,3 milioni nel 2014, -89,3 nel 2015. Dare una sistemata ai conti è fondamentale, anche in chiave voluntary agreement con la Uefa, per un progressivo rientro dalle perdite collegato a un aumento di ricavi che permetta di contenere i costi.

Si chiude il 30 giugno

Altri punti all’ordine del giorno sono poi da segnalare. Uno concerne le tempistiche di bilancio: nell’era di Berlusconi veniva considerato l’anno solare con chiusura al 31 dicembre, rientrando nel consolidato Fininvest. Ora però si seguirà la stagione sportiva, con chiusura d’esercizio al 30 giugno di ogni anno. I mesi da gennaio a giugno dell’anno in corso saranno contabilizzati con una semestrale “transitoria”. I due bond (prestiti obbligazionari garantiti) previsti dopo il prestito di Elliott compaiono inoltre nella convocazione: uno da 73 milioni, destinati alle banche creditrici, e uno da 55 destinato alla gestione e allo sviluppo del club.

Budget sul mercato

Il mercato non risentirà comunque delle due tranche da 60 milioni. I 100-150 milioni annunciati saranno interamente disponibili, in quanto già stanziati in base al piano industriale di Li Yonghong. Ed è noto che Elliott, creditore con Li per 303 milioni, chieda anche investimenti. Sul neo presidente rossonero si conosce tuttavia ancora poco: dalle voci che circolano non sono ancora disponibili i promessi Cv di Mr. Li e del suo braccio destro, Han Li.