«Mihajlovic diceva che, se avesse fallito, dopo di lui sarebbe servito un esorcista? Eccomi, sono io». Si presenta così Vincenzo Montella, nuovo allenatore del Milan, affiancato da Adriano Galliani in conferenza stampa. Una battuta per stemperare un po’ la tensione e accogliere col sorriso questa nuova fase della sua carriera. Montella è carico e pronto per riportare la squadra rossonera tra le prime posizioni del campionato, dopo un lungo periodo d’anonimato e vari cambi in panchina: «È inaccettabile per il Milan vivere tre annate fuori dall’Europa. Sono troppe. Lo dico per i tifosi. Noi dovremo cercare di tornare quantomeno in Europa League. Dovremo farlo sempre con i nostri principi».

La scelta di Montella è stata dettata principalmente per ridare una forte identità di gioco alla squadra, elemento questo che è mancato nelle ultime stagioni. Galliani afferma che gli obiettivi verranno stabiliti al termine del mercato, una volta che all’allenatore verrà consegnata la squadra definitiva con la quale affronterà la nuova stagione. L’amministratore delegato rossonero, che manterrà la carica almeno fino al closing con il consorzio cinese che sta per rilevare le quote di maggioranza del Milan, era appena rientrato da Zagabria, dove ha tentato di superare l’offerta del Napoli per il centrocampista Marko Pjaca, conteso anche con Inter e Juve.

Montella partirà con un’idea di gioco che potrebbe essere il 4-2-3-1 oppure il 4-3-3: «Ma i moduli non sono così fondamentali, contano i principi. Cerco giocatori funzionali al mio gioco, ma non è detto che necessariamente siano i più bravi. Non è vero che ho chiamato Borja Valero, ma è certamente un giocatore che mi è sempre piaciuto. Il mio modello è il Milan di Sacchi. Quella squadra ha fatto innamorare molti ragazzini del Sud. Per questo ieri sera, quando ho incontrato Berlusconi ad Arcore, ero emozionato. Io non credo di avere niente in più di chi mi ha preceduto. Ho un grande rapporto con Mihajlovic. Conosco bene Brocchi. E sono amico di Inzaghi. Non mi preoccupa arrivare dopo tanti esoneri. Questo mestiere ha le sue difficoltà. Succede lo stesso quando subentri ad annata in corso. E’ una sfida grandissima. Non posso vincerla da solo, ma posso farlo insieme a tutte le altre componenti. Abbiamo fretta di cominciare. Ho l’energia giusta per trasmettere entusiasmo alla squadra». Ovviamente il neo-allenatore rossonero è stato incalzato sui giocatori al momento sul mercato: «Una punta prima di tutto deve segnare. Bacca fa gol ed è più finalizzatore. Luiz Adriano partecipa alla manovra» e blinda Niang: «Mi piace, voglio conoscerlo, può giocare in tutti i ruoli dell’attacco».