Interessanti i lavori in corso per la prossima stagione del nuovo Milan di Vincenzo Montella che si è presentato ai suoi tifosi nella maniera migliore possibile, ovvero una vittoria in amichevole contro il Bordeaux, molto più avanti nella preparazione, per 2-1 grazie a una doppietta di Suso, rientrato dopo il prestito al Genoa. “Nuovo” in tutti i sensi visto che il club rossonero oltre ad aver cambiato allenatore, è in procinto di cambiar pelle ai vertici della società dopo il trentennio berlusconiano. Azzeccate quindi le parole dell’ “Aeroplanino” nel suggellare questa nuova epopea rossonera: “Non so se sia giusto dire che è l’anno zero, alla fine sono solo giochi di parole: la verità è che bisogna costruire“.

“Costruire e lavorare” sono infatti i verbi più utilizzati da Montella che alla sua prima uscita ha già mostrato di aver le idee chiare per quanto riguarda la fisionomia del suo Milan: possesso palla, controllo del gioco e movimenti a trazione anteriore per una squadra che vuole tornare grande: “C’è tanto lavoro da fare – ha dichiarato il tecnico ai microfoni di Sky Sport -. Sono molto contento per questa prima fase, si vede che i ragazzi hanno voglia di rivalsa dopo un periodo in cui le cose non sono andate molto bene: la maggior parte ha espresso meno del proprio potenziale, ognuno deve capire come e dove poter migliorare“.

Quello di Montella è dunque un progetto che si fonda esclusivamente su tattica e filosofia di gioco, riprendendo un po’ le fila di un bel discorso interrotto a Firenze, quando con la Viola era stato in grado di mostrare una delle squadre che in Italia, e forse in Europa, giocava uno dei calci più belli: “Lavoriamo prevalentemente o totalmente con la palla: secondo me il giocatore deve sapere cosa fare in ogni situazione della partita, credo che per vincere bisogna avere il controllo della partita e del gioco, non mi sono mai convinto che giocando male si possa vincere. La mia filosofia è questa“.

Adesso la palla passa a Galliani e alla società“, ha concluso l’ex allenatore di Catania, Fiorentina e Sampdoria. Nell’attesa che si sblocchi lo stallo dovuto al sempre più imminente passaggio di consegne a livello societario (da Berlusconi ai nuovi proprietari cinesi), c’è un mercato che deve porre rimedio a una rosa decisamente deficitaria, laddove lo stesso Montella conta su rinforzi di qualità per costruire un Milan competitivo e degno del suo blasone. Suso è tornato probabilmente per restare, Vangioni e Lapadula sono bei nomi. Si sta lavorando su un regista di qualità (Zielinski) e un forte centrale difensivo (Musacchio) e, se parte Bacca che vuol tornare a Siviglia per giocare la Champions, si dovrà pensare a un altro grande nome per l’attacco da affiancare a Lapadula, Luiz Adriano e Niang.