Sinisa Mihajlovic non usa giri di parole quando gli si paventa la possibilità di un esonero. “Se facciamo schifo è giusto che la società mi cacci”.

Sulla panchina rossonera veleggiano ormai da tempo i nomi di Brocchi e Di Francesco, il tecnico serbo la prende con filosofia. “Sono un allenatore e come tale dipendo dai risultati. Le parole di Galliani mi hanno fatto piacere, lo ringrazio perché mi ha sempre dimostrato la sua vicinanza. Ma se facciamo schifo è giusto che mi assumi le mie responsabilità, anche nel momento in cui certe decisioni dovessero arrivare prima della finale di Coppa Italia”.

Il Milan arriva alla sfida alla Juventus al termine di una settimana trascorsa in ritiro. “Ma non è stato punitivo. Dovevamo parlarci. In un gruppo di 20 calciatori è impossibile andare d’accordo con tutti. E’ necessario, però, dirsi le cose in faccia, discutere delle cose che non vanno, senza fare i permalosi. Da questo punto di vista, i giorni passati sono serviti tantissimo”.

I calciatori dovrebbero dare qualcosa in più in campo, dimostrare con i fatti l’attaccamento che dicono di avere all’allenatore? “Forse vogliono che io resti perché con me fanno certe cose, scherza. Purtroppo in campo non sempre si riesce a dare il meglio. Ci sono diverse variabili. Il calcio è fatto così, certe cose o ce le hai o non ce le hai”.

Mihajlovic si conferemerebbe? “E’ una domanda a cui non posso rispondere perché non sono un dirigente, di certo non rassegnerò le dimissioni, non l’ho mai fatto. E’ stata una stagione in cui alcune cose potevano andare meglio, ma non misento di mandarmi via e neanche di riconfermarmi”.

Finale sulla formazione che andrà in campo contro i bianconeri. Potrebbe toccare al giovanissimo Locatelli, qualora Montolivo non dovesse farcela. “Vedremo. Si tratta di un ragazzo di grande prospettiva”.