Facendo finta che oggi non fosse il 25esimo anniversario della partita più bella della storia del Milan berlusconiano, i tifosi rossoneri possono dirsi certamente soddisfatti della rotonda vittoria ottenuta contro il Livorno: un po’ perché è la quinta consecutiva, un po’ perché si è giocato oggettivamente un calcio arioso e divertente, un po’ perché Mario Balotelli, una volta tanto, ha sfoderato una performance da giocatore dominante, un po’ perché l’aggancio all’ultimo vagone del convoglio europeo, il sesto posto, è cosa fatta grazie alla vittoria dell’Inter sul Parma e al pari tra Lazio e Torino. Gongola Clarence Seedorf, che, in attesa di ricevere qualche rassicurazione sul proprio futuro più concreta di un “no comment” gallianesco, continua a macinare punti (sono 29 in 15 partite) e nel frattempo incassa la fiducia del popolo, che ne ha invocato a ripetizione il nome.

Molte le note positive di questo pomeriggio. La conferma di Adel Taarabt, che finalmente non esala l’ultimo respiro al 50′, anzi sceglie proprio quel minuto per realizzare il suo primo gol a San Siro, nonché il quarto in campionato, dopo un pas de deux in velocità con Mario. Un livello complessivo di gioco decisamente in crescita, con agglomerati sparsi di showtime: si guardino il tracciante di esterno destro di Kakà per Constant nel primo tempo, identico per stile a quello dipinto da Iniesta contro l’Atletico Madrid (e peccato che il destinatario non fosse Neymar); o il sontuoso scavetto mancino con cui Pazzini, imbeccato da un altro grande suggerimento di Balotelli, sigla il gol del definitivo 3-0; o le numerose combinazioni in velocità della ripresa, tra una piroetta del marocchino, una sgroppata di Kakà e un cenno di vita di Robinho. E, come detto, la prestazione di SuperMario, che trova finalmente una sintesi tra il suo istinto di punta di movimento alla Ibrahimovic e la necessità di avere un centravanti in mezzo all’area di rigore: un gol da prima punta di peso (compreso falletto malizioso su Castellini) e tante giocate a beneficio dei compagni, inclusi due assist. Infine, la retroguardia: 2 gol incassati nelle ultime 6 sono molto significativi, considerando la tenuta burrosa che ha contraddistinto la difesa rossonera fino a poche settimane fa.

E, naturalmente, la cosa più positiva di tutte: il sesto posto in classifica. D’accordo, l’Europa League esercita sul milanista il fascino di una minestra di legumi a metà luglio, e probabilmente non costituisce nemmeno un buon affare dal punto di vista economico. Forse, addirittura, complicherà il lavoro estivo e quello settimanale, così necessari quando c’è da ricostruire daccapo. Tutto quello che volete. Ma non se ne poteva più di quel numero 10 o 11 o 12 accanto al nome “Milan” quando si buttava l’occhio su quella maledetta tabella.