Come spesso accade, tra due squadre in crisi che si affrontano a questo punto della stagione alla fine non vince nessuno. Il posticipo domenicale Milan-Lazio si esaurisce nel giro di 6’ nel primo quarto d’ora di gioco, il tempo intercorso tra il vantaggio firmato Parolo e il pareggio agguantato da Bacca. Rossoneri più propositivi e anche sfortunati (due pali per Bonaventura), anche se nel recupero sono i laziali a recriminare per un fallo di mano in area di Zapata non ravvisato dall’arbitro Tagliavento. Il Diavolo non riesce dunque ad approfittare dei pareggi in sequenza delle dirette rivali e resta al sesto posto in classifica, mentre per i biancocelesti le speranze di riacciuffare l’Europa sono ridotte all’osso.

Milan-Lazio, la partita

Prima di sedersi in tribuna d’onore accanto al fido Galliani, Silvio Berlusconi si era detto poco entusiasta del gioco proposto da Mihajlovic, concetto peraltro ribadito più volte in questa stagione, con le parole e soprattutto coi silenzi. Possiamo solo immaginare che cosa gli sarà passato per la mente dopo i primi 10’ di partita, in cui la sua squadra, scesa in campo con la tensione di chi sta camminando verso la sedia elettrica, si fa dominare da una Lazio teoricamente molto più smarrita di lei. In effetti, l’inizio del Milan è sconcertante anche davanti a occhi meno implacabili di quelli presidenziali: nonostante i recuperi importanti di Montolivo e Luiz Adriano, i padroni di casa si fanno sorprendere dall’approccio orgoglioso e volitivo della squadra di Pioli. Al 9’, dopo aver costretto la difesa rossonera a diversi recuperi affannosi, i biancocelesti si portano in vantaggio con Marco Parolo (quinto gol al Milan), che approfitta della pessima marcatura di Antonelli per deviare di testa in rete il calcio d’angolo di Biglia. Per sua fortuna, il Diavolo si trova a fronteggiare una difesa ampiamente rimaneggiata e decisamente poco abituata a giocare insieme: l’ideale, insomma, per rianimare un attacco asfittico come mai in questa stagione. E al 15’ siamo già sull’1-1: segna Carlos Bacca con una puntata fulminea, praticamente al primo pallone toccato, ma gran parte del merito è di Luiz Adriano, bravo a proteggere il pallone e a servirlo sul piede del colombiano. L’immediato pareggio non sconvolge più di tanto la Lazio, che continua a far la sua partita, ben distante dalla disastrosa accozzaglia vista all’opera solo tre giorni fa contro lo Sparta Praga; ma anche il Milan, ora, gioca in modo più disinvolto, e la partita diventa perlomeno intensa. Il livello qualitativo, tuttavia, resta tra il mediocre e il deprimente, le occasioni latitano, e per annotarne una degna di questo nome bisogna aspettare il 36’, quando Bonaventura pennella una punizione che sbatte contro la traversa a Marchetti battuto.

Forse stimolato dalle immagini della tv satellitare che hanno immortalato un Silvio Berlusconi in piena fase r.e.m. sugli spalti, il Milan rientra in campo con spirito decisamente più battagliero, sfiorando il vantaggio dopo una ventina di secondi con Bacca (bravo Marchetti a respingere il destro del colombiano). Bonaventura impegna ancora il portiere avversario (5’), poi è Honda a divorarsi il 2-1, mandando in Curva un pallone servitogli splendidamente da Bacca (9’). La Lazio si vede pochissimo, ma quando lo fa sono guai: guizzo in velocità di Felipe Anderson, che fugge sulla sinistra ad Abate e calcia a botta sicura sul secondo palo, ma trovando sulla sua strada un Donnarumma prodigioso (22’). La risposta del Diavolo è immediata, ed è la replica perfetta del gol di Napoli: cross di Honda dalla destra per la conclusione al volo di Bonaventura, peccato che in questo caso la palla si stampi ancora una volta sul legno, previa deviazione decisiva di Marchetti (23’). Mihajlovic si gioca le carte della disperazione, buttando in campo prima Balotelli per un esausto Luiz Adriano e infine Menez per Honda, quando la Lazio era già rimasta in 10 per l’espulsione di Lulic al 38’. Il forcing finale dei rossoneri è infruttuoso, e anzi sono loro a rischiare grosso per un doppio goffo intervento di Zapata, con fallo di mano in area annesso non visto da Tagliavento (91’). Terza partita consecutiva senza vittorie per il Milan, e i fischi del sempre più spelacchiato San Siro sono l’inevitabile conseguenza per una preoccupante involuzione nel gioco, nella condizione e soprattutto nello spirito.