Le pagelle commentate di Milan-Lazio 3-1!

DIEGO LOPEZ 7: per un’ora la Lazio non tira mai in porta, e così lo spagnolo può limitarsi a ricordare a tutti i milanisti come ci si sente ad avere un portiere che al posto dei piedi ha proprio due piedi.  Nella ripresa salva d’istinto su Candreva, poi allo scadere mette il punto esclamativo parando il rigore dell’azzurro. Esordio da urlo

ABATE 6: ci è sembrato quasi di udire il rumore delle pupille dei 35mila milanisti di San Siro che si dilatavano, mentre il 20 rossonero imbroccava il bel cross vincente per Muntari. Poi, tanto per ristabilire l’armonia magnetica nel cosmo, eccolo che regala un rigore ai biancoceleste. Per fortuna pesa di più il primo

ALEX 7.5: giganteggia sulle palle alte, sempre attento, sempre puntuale. Non sarà un levriero, ma accanto a lui persino Zapata sembra affidabile

ZAPATA 6.5: una buona partita in tandem con Alex e la sua velocità è tornata molto utile in un paio di circostanze. Qualche responsabilità sulla marcatura di Djordjevic in occasione della rete laziale

BONERA 6.5: Candreva è un brutto affare, il bresciano lo contiene bene e si toglie lo sfizio di avviare lo splendido contropiede dell’1-0

POLI 6: la sua maglietta la puoi sempre strizzare, come piace a Inzaghi, anche se questo a volte gli costa sotto il punto di vista della lucidità e della continuità, soprattutto negli ultimi 30’

DE JONG 7: partita maiuscola dell’olandese di marmo, la cosa più simile a un capitano che si possa trovare a Milanello. Personalità e intelligenza tattica da vendere, nel finale paga una preparazione non ottimale

MUNTARI 6.5: aggressivo e pasticcione come al solito, ha il grande merito di segnare uno dei suoi nient’affatto rari gol nel momento più importante

(ESSIEN 6: mezz’ora scarsa per far legna a metà campo)

HONDA 6.5: il giapponese si conferma in crescita, perlomeno rispetto al mollusco della stagione scorsa. Il gol che sblocca l’incontro è la cosa più importante della sua serata, si contano anche tanti palloni persi, ma è evidente che ora è più coinvolto

(ARMERO ng)

MENEZ 7: buona, anzi buonissima la prima per il Melandri, che gioca da falso nueve come se fosse figlio di Guardiola, lotta con encomiabile spirito e s’ingrazia subito il suo nuovo pubblico con tre o quattro giocate di classe pura. Il rigore del 3-0 è la griffe finale su un match da applausi. A occhio e croce, sarà un uomo importante nel progetto tattico di Inzaghi

(NIANG ng)

EL SHAARAWY 7: le partite di sacrificio e ripartenze sono il suo territorio di caccia naturale e il Faraone ce lo dimostra subito, sgroppando come ai bei tempi sul lungo lancio di Bonera e infiocchettando a Honda un pallone luccicante. Il suo lavoro per la squadra è come sempre straordinario e fa nulla se non è riuscito ad andare in rete, tutto fa credere che quest’anno i gol saranno l’ultimo dei suoi problemi

ALL. INZAGHI 7: da calciatore non è mai stato famoso per l’originalità delle sue interviste e dubitiamo che con l’età abbia guadagnato in eloquenza, eppure a Milanello deve farsi capire alla perfezione, vista l’abnegazione canina con cui i suoi giocatori hanno messo in pratica il suo verbo: voglia di lottare, attenzione al dettaglio, determinazione. La qualità approssimativa della rosa non gli concede grandi scelte: baricentro basso, linee molto vicine e contropiedi fulminanti, il tutto condito dal necessario spirito gladiatorio. Questa è al momento l’unica ricetta possibile: non basterà contro le grandi, manca chi possa garantire al Milan il controllo del campo, ma per il momento ci si accontenta, eccome se ci si accontenta

PAGELLE LAZIO: Berisha 6; Basta 5.5, De Vrij 4.5, Cana 5, Radu 6; Parolo 6, Biglia 6, Lulic 5.5 (Mauri 6); Candreva 6.5, Klose 5.5 (Djordjevic 6.5), Keita 5 (F. Anderson 6).  All. Pioli 5.5