Il Milan regala il battesimo dei sogni all’Inzaghi allenatore, superando la Lazio per 3-1 al termine di un match in cui ha dato l’impressione di aver assorbito immediatamente le principali qualità dell’Inzaghi calciatore: concentrazione, umiltà, cinismo e senso del momento. I rossoneri si sono portati in vantaggio di tre reti grazie alle zampate di Honda e Muntari in avvio delle due frazioni e a un calcio di rigore guadagnato e trasformato da Menez, prima dell’autorete di Alex. Molto bene i nuovi acquisti, in attesa dei nuovissimi: il condor Galliani non mancherà di farlo notare.

E’ forse l’uomo meno atteso, Keisuke Honda, a offrire a Inzaghi il primo brindisi di benvenuto quando ancora non sono passati 7’ dal fischio d’inizio. Bonera trova la giocata offensiva della vita, pescando sulla corsa El Shaarawy con un lancio di prima di trenta metri; il Faraone si beve De Vrij in velocità e con un magnifico esterno serve il giapponese, che con un destro sporco infilza Berisha sotto le gambe. Il vantaggio galvanizza i rossoneri e mette in partita anche lo scarno pubblico di San Siro. Pur senza far mirabilie, che nessuno comunque si aspetta, la squadra dimostra di aver colto i messaggi del proprio allenatore per ciò che riguarda l’intensità, l’impegno e il lavoro collettivo: sorprendentemente solido e ben organizzato in fase difensiva, grazie al gigantesco Alex e all’efficace lavoro di raccordo di De Jong, il Milan si affida a fulminee ripartenze e a qualche inserimento delle mezz’ali per provare a far male alla retroguardia di Pioli, mettendola in difficoltà più volte in particolar modo con Jeremy Menez, che interpreta al meglio il ruolo di falso nueve. Più in affanno i rossoneri appaiono quando si tratta di far male alla difesa schierata, vista l’assenza di una punta d’area e di centrocampisti in grado di inventare la giocata.

In effetti, la ripresa è quasi tutta un monologo biancoceleste, con i padroni di casa costretti negli ultimi 30 metri. Le ripartenze, tuttavia, sono ancora una volta fatali alla squadra di Pioli: dopo 11’ Abate, imbeccato da Honda, azzecca un cross al bacio per Muntari, che con un inserimento dai tempi perfetti spadella la rete del 2-0; una manciata di minuti più tardi è Menez, tra i migliori in campo, a procurarsi un rigore non evidentissimo e a realizzarlo spiazzando Berisha. Pioli rimescola le carte, fuori Klose e dentro Djordjevic, e la mossa paga subito: è proprio il serbo a propiziare la sfortunata deviazione di Alex che supera Diego Lopez. La Lazio ci crede e preme sull’acceleratore, ma il fortino rossonero resiste. E nel recupero c’è gloria anche per il portierone spagnolo, che ipnotizza dal dischetto Candreva e completa la festa.