Tre giorni dopo l’ennesima disfatta stagionale, il Milan prova a mettersi alle spalle la debaclè di Parma ma impatta 1-1 in casa contro la Lazio. Rispetto alla gara del Tardini, Allegri ritrova De Sciglio che rimpiazza Constant mentre l’infortunato Silvestre è rilevato da Zaccardo. Birsa viene preferito a Robinho mentre Petkovic recupera Klose dal 1′ ma perde Biglia.

La sassata di Balotelli dopo 70 secondi scalda le mani di Marchetti e un San Siro semi-deserto che nel primo tempo assiste a un predominio della squadra rossonera, latitante in zona gol. Un ispirato Kakà illumina sovente i compagni ma non ha la freddezza necessaria davanti alla porta. Balotelli, invece, rifila un calcione a Radu e prende una spallata da Cana. Non vedono quasi mai l’area rossonera i biancocelesti di Petkovic che fanno passare un primo tempo di vacanza a Gabriel.

Nella ripresa Klose fa tremare il pubblico ma grazia Gabriel sbagliando l’aggancio. Il Milan tira un sospiro di sollievo e colpisce con Kakà (foto by InfoPhoto): il brasiliano tira fuori dal cilindro un gol da cineteca, un fendente dal limite che si insacca all’incrocio dei pali. San Siro esplode e per un attimo rievoca la favola del ‘Bambino d’Oro’ e del Milan dei tempi d’oro. Momenti unici e lontani anni luce che l’isterismo di Balotelli e le falcate di Candreva sulla destra fanno ripiombare subito nel dimenticatoio.

Dopo l’ennesimo giallo rimediato da SuperMario (‘why always him’, vien da chiedersi) proprio l’esterno biancoceleste confeziona l’assist al bacio per Ciani che al 72′ incorna in rete. Prima dei festeggiamenti sono d’obbligo i ringraziamenti del francese alla difesa rossonera che incassa l’ennesimo gol di testa in questa stagione e qualche minuto più tardi concede due ghiotti contropiedi alla Lazio: stavolta è Gabriel a ringraziare Klose e Floccari per le due conclusioni non irresistibili. Il Milan prova l’assalto finale ma l’ultimo pallone buono Robinho lo spara in tribuna. Da cui piovono fischi. Nessuna discriminazione, stavolta solo disapprovazione. Capirne il perchè non è difficile.

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