Ci siamo, manca sempre meno a Milan-Juventus big match della terza giornata di serie A. Per questa gara non poteva che essere designato un fischietto prestigioso: dirigerà Nicola Rizzoli che durante lo scorso mese di luglio ha arbitrato la finale dei Mondiali. Le due squadre arrivano alla sfida in testa alla classifica a quota 6 punti in compagnia della Roma targata Rudi Garcia. Sarà un match importante ai fini del campionato, ma anche una giornata del tutto particolare per Max Allegri.

Il tecnico della Juventus torna a San Siro da ex, dopo le 3 stagioni e mezzo vissute in rossonero. L’emozione sarà sicuramente tanta, ma anche la voglia di cancellare l’onta di quell’esonero del gennaio 2014. Con i lombardi Max ha conquistato uno Scudetto (2010-2011) e una Supercoppa Italiana (2011). Nella sua avventura milanese non sono mancate le polemiche con i bianconeri. Nel 2011-2012 la Vecchia Signora e i rossoneri si giocarono il campionato, poi vinto dai piemontesi. Nella sfida del Meazza ci fu il clamoroso episodio del gol non convalidato al milanista Muntari. Quel fatto fece scaturire qualche contrasto tra il toscano e la Juve che molti tifosi faticano a dimenticare. Sabato, poi, il livornese ritroverà Filippo Inzaghi. I rapporti tra i due non sono sempre stati magnifici. In parte del periodo in cui Allegri allenava il Milan, l’attuale tecnico rossonero era un calciatore dei lombardi. Tra i due ci fu più di un attrito, ma lo sgarbo principale fu quello di non inserire il bomber nella lista per la Champions League durante la stagione 2011-2012. Nel settembre 2012 si rincontrarono (Inzaghi era alla guida delle giovanili rossonere, mentre Max era ancora allenatore della prima squadra) e per un mancato saluto ci fù un grosso alterco, prima di una ‘pace’ in diretta tv su Milan Channel. Sarà davvero curioso vederli uno contro l’altro in panchina.

I Campioni d’Italia per questa sfida proveranno a recuperare Arturo Vidal, mentre Barzagli dovrebbe essere disponibile almeno per accomodarsi in panchina. Pirlo, invece, potrebbe tornare a disposizione di Allegri già nella sfida di mercoledì prossimo contro il Cesena (serie A) oppure in quella di sabato 27 settembre con l’Atalanta (serie A).

Intanto protagonista della gara potrebbe essere Carlos Tevez (foto by Infophoto) che sta vivendo un momento fantastico e la Juventus se lo gode. Dall’inizio degli impegni ufficiali l’attaccante ha segnato 3 gol in altrettante gare e si è sbloccato in Champions League dove non andava a segno dal 7 aprile 2009. L’Apache è un giocatore straordinario che garantisce grandi qualità tecniche, ma ha anche imparato a essere leader incanalando nel modo giusto il suo carisma naturale. Come sottolinea Tuttosport Allegri lo ha liberato da qualche obbligo tattico di contiana memoria e gli consente di svariare su tutto il fronte offensivo creando una sorta di nuovo Tevez. Il bomber, ora, potrebbe ritrovare anche la convocazione in nazionale. Il suo c.t. Martino ha dichiarato a La Nacion ‘è sul mio taccuino, lo considero un numero 9. Se la gioca con Higuain e Aguero‘.

La Gazzetta dello Sport elabora una classifica sulle reti realizzate dai bomber juventini nelle prime 51 gare bianconere. Da questi dati emerge un fatto: l’argentino ha segnato più di Alex Del Piero. Il bomber di Buonos Aires ha relaizzato ben 24 reti, mentre il campione di Conegliano Veneto era fermo a 14. Davanti all’Apache rimangono tanti fenomeni del passato juventino come Farfallino Borel (50), Sivori (40), Boniperti (38), Hansen (35), Charles (35), Trezeguet (30), Pippo Inzaghi (29), Baggio (28), Platini (26), mentre Bettega è a pari merito con lui a quota 24.  Chiaramente paragonare l’Apache a Del Piero è ancora lesa maestà, ma ora quel numero 10 che porta sulla maglia pare davvero sempre più azzeccato.

Intanto Evra parla a Jtv. Relativamente a Milan-Juve e dichiara ‘ci aspettiamo una gara difficile come tutte, ma noi siamo la Juve. Quando ho firmato volevo giocare partite come questa, giocheremo in casa loro ma faremo subito vedere il nostro valore’.  Su Coman ‘è un giovane di talento, umile e con le caratteristiche per andare avanti. Puoi avere la tecnica di Cristiano Ronaldo ma se non hai la testa non vai da nessuna parte. Il papà mi ha dato l’ok per essere duro con lui e aiutarlo a crescere’. Continua ‘Sono andato via da Manchester per problemi personali e l’unica squadra che poteva accogliermi come volevo era la Juve. È un club che ha una storia, ha degli obiettivi. Conte mi aveva chiamato tante volte per convincermi. Ora sono juventino e felice. Mi sembra di continuare con un grande club, non ho visto differenze. Tutti, dai medici ai magazzinieri agli addetti stampa, tutti ti mettono in condizioni di dare del tuo meglio. Dopo un mese di lavoro sono contento di essere ancora vivo. La preparazione è stata molto dura, forse la più difficile che abbia mai fatto. Tutti devono ricordarsi del mio presente perché l’Evra dello United rappresenta il passato. Faccio il massimo in allenamento e cerco di ascoltare sempre il mister’. Sulla ChampionsTengo molto alla Champions. La Juve ha una storia gloriosa e per rispettarla dobbiamo vincere. Parlando con Tevez mi sono chiesto come mai non si riesce ad andare avanti. In Europa devi essere sempre concentrato, più che in campionato, perché gli avversari ti possono subito punire. Prendiamo partita per partita, la prima è sempre la più difficile e sono contento di avere vinto. Ora a Madrid sarà più difficile ma sono contento e convinto di questa squadra’. Sul modulo tattico ‘Io non sono l’allenatore, la vedremo però certo. Per me giocare a 4 o a 3 o dietro non è un problema, ho solo voglia di giocare. Si lavora per vincere qui e basta. A Manchester ho giocato 8 anni a 4 ma anche come quinto di centrocampo non è una novità. Basta metterci il cuore e puoi giocare dove vuoi’. 

A Sky, invece, arrivano le parole di Gigi Buffon Allegri è un allenatore che conosce molto bene l’aspetto tattico del calcio ma anche quello psicologico di una squadra, del singolo giocatore. È molto attento e molto pignolo anche nei piccoli dettagli ma credo che rispetto a Conte sia meno maniacale’ e prosegue ‘ha un modo di condurre, di guidare la squadra che si differenzia da Conte, ma questo non vuol dire che non ci sia nulla di buono in quello che fa, anzi, dopo tanti anni nei quali siamo stati ‘sotto battuta’ costantemente, il suo avvento, i suoi modi sono qualcosa che può tornarci utile se dimostriamo di essere dei giocatori e una squadra responsabile’.

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