Se non è un passo decisivo verso lo scudetto, allora gli somiglia moltissimo. Grazie alle reti di Mandzukic e Pogba, e soprattutto alle parate di un meraviglioso Gigi Buffon, la Juventus batte per 2-1 il Milan, in vantaggio per primo con Alex, e vola provvisoriamente a +9 in classifica sul Napoli, impegnato domani contro il Verona. Inutile gli sforzi di un Diavolo umile e volenteroso, che è sceso in campo con lo spirito giusto ma che alla fine ha pagato dazio fino all’ultimo centesimo alla sfortuna (tre pali) e agli errori individuali dei propri difensori, oltre che alla superiorità conclamata dell’avversario.

Ad aprire quella che una volta era la chiave di volta di coppe e campionati è il sentito omaggio del club rossonero a Cesare Maldini, ricordato da una clip, da una gigantesca coreografia e da un lungo, commosso applauso bipartisan di tutto il Meazza. Pronostico blindato a favore dei quadricampioni d’Italia, ovviamente, eppure è il Milan a partire forte. Il piano partita di Mihajlovic è semplice ma funzionale: Bacca e un Balotelli mai così voglioso disturbano a turno Bonucci e Marchisio, le due principali fonti di gioco bianconere, nella speranza di intasare la manovra degli avversari e di ripartire rapidamente dopo aver riconquistato palla. Se le punte si consumano in fase difensiva, a mettere i brividi a Buffon ci pensano i difensori: all’8’ Abate centra un legno con un cross sbagliato (e mica si chiamano tutti Shevchenko), poi al 14’ è Antonelli a prendere il palo da pochi passi, dopo miracoloso intervento di Gigi su grande punizione di Balotelli. Due pali in un quarto d’ora chiariscono di come non sia una serata benedetta dalla fortuna, ma in ogni caso al 18’ i rossoneri vanno in vantaggio: dalla bandierina Balotelli fa disegna una parabola perfetta, Alex si libera di Rugani e incorna di potenza, rendendo il secondo miracolo di Buffon un tentativo vano. Milan in vantaggio con una capocciata del brasiliano, come nel derby di gennaio. La rete scuote la Juve, che finalmente si fa vedere dalle parti di Donnarumma, costretto a respingere di istinto su un tocco in corsa di Lichtsteiner e su un bel sinistro da fuori di Marchisio. Stufo di essere decisivo solo tra i pali, Gigi Buffon decide di travestirsi da Pirlo, dando il via all’azione del pari juventino con un lancio di 40 metri che Mandzukic spizzica per Morata anticipando Romagnoli, quindi scattando sulla palla di ritorno dello spagnolo e infilando Donnarumma con un destro sporco. Il pareggio ribalta l’inerzia del match e ora sono i bianconeri a fare la partita, anche se il Milan risponde con un sinistro secco di Honda, che Buffon stavolta respinge con qualche patema (33’). Al 46’ bianconeri a un passo dal raddoppio: grande apertura di Pogba per Licthsteiner, che da ottima posizione sparacchia malamente verso la bandierina del calcio d’angolo.

Ti aspetti una Juve in pieno controllo anche nella ripresa, ma è ancora una volta il Milan a uscire meglio dai blocchi, con la stessa intensità e la stessa cattiveria dei primi 25’. Ma, purtroppo per Sinisa, anche con gli stessi problemi: imprecisione, sfiga e un Buffon ciclopico. Vedere per credere quanto accaduto al 6’: Bacca, al primo e unico acuto del suo match, aggancia un cross radente di Montolivo e scarica di destro all’angolo basso, Gigi si allunga e respinge, Balotelli si avventa sul pallone e calcia a botta sicura, ma il portierone lo cancella con un colpo di reni eccezionale, mandando il pallone sulla traversa interna (Balo poi segna di mano e Orsato giustamente annulla). Monumento a Buffon, però un attaccante quei gol li deve fare. E quando non cogli l’occasione di abbattere un simile avversario, devi aspettarti che lui non ti restituisca la cortesia non appena ne ha l’occasione. Pogba si iscrive al festival del palo con una magia su punizione (15’), ed è la prova generale del gol-partita, che arriva al 20’: su corner di Marchisio il francese si libera dalla marcatura di Abate con una spintarella, per poi battere a rete con un destro ancora più sbilenco di quello di Mandzukic, con il pallone che sbatte forte sul terreno prima d’impennarsi e finire nell’angolo lontano (20’). No, non è proprio serata per il Milan, che a quel punto smette di crederci, ed è in questo momento, quando c’è da gestire il vantaggio, che si fa finalmente evidente l’indiscutibile superiorità della squadra di Allegri. Gli ultimi 25’, infatti, sono un lento e inesorabile avvicinamento della Juventus ai tre punti e, di conseguenza, al quinto scudetto consecutivo, senza che mai i rossoneri diano l’impressione di poter riprendere la gara. Al Milan restano i rimpianti per una sconfitta evitabile, perfino nel contesto di una stagione come questa, ma anche qualche spunto interessante per la prossima finale di Coppa Italia. Sperando che all’Olimpico la fortuna guardi da un’altra parte.