Le pagelle commentate di Milan-Juventus 0-1, anticipo del sabato della 3.a giornata di campionato di Serie A.

ABBIATI 6: freddo e reattivo su Llorente e Pereyra nel primo tempo, va giù troppo presto sulla finta di Tevez nell’azione-partita. Una sfumatura, forse, in un match di grande sicurezza per sé e per i compagni, in cui gioca persino discretamente bene coi piedi; però è una sfumatura decisiva

ABATE 6.5: contro la Juve non gli è data la possibilità di mettere ancora a repentaglio l’equilibrio cosmico a colpi di assist, come aveva fatto con Lazio e Parma, ma in battaglia si fa valere lo stesso. Due, tre ottime diagonali difensive nel secondo tempo

RAMI 5.5: unisce la foga di un leone all’eleganza di una gru con le scarpe di cemento. Non commette errori tragici, se non un paio di brutte cose in fase di palleggio, ma non ti fa mai star tranquillo. Va detto che non sono partite facili per un difensore, specialmente se i tuoi attaccanti non ti consentono mai di respirare

ZAPATA 7: l’esatto contrario di Rami: feroce come una vongola, ma pulito e preciso sia negli anticipi che nei recuperi in velocità. Una delle migliori prestazioni in rossonero nella serata più difficile, è lui la sorpresa più gradita per Inzaghi

DE SCIGLIO 5: momento buio, per l’unico prodotto decente della cantera milanista da un decennio a questa parte: Lichtsteiner non solo lo costringe perennemente sulla difensiva, ma lo prende d’infilata che è un piacere

POLI 5.5: si trova di fronte Pogba, sia il pigro turista del primo tempo che l’androide del secondo. Brutta storia per il povero Andrea, ben riassunta dall’impotenza in cui si schianta contro il francese mentre questi si produce nel minuetto che regala gol e partita ai bianconeri

(TORRES ng: esordio non propriamente benedetto dal cielo, sia per il risultato, sia per il suo impatto rivedibile, sia perché dopo 15’ di calcio italiano ha già dovuto far la conoscenza di Chiellini)

DE JONG 5.5: angosciato dagli inserimenti dei centrocampisti bianconeri e, soprattutto, dal girovagare di Tevez, il comandante olandese stavolta non riesce a far sentire la propria voce alle truppe

MUNTARI 5: la sua indisciplina tattica mette in difficoltà i compagni di reparto, la sua aggressività mette a rischio le caviglie degli avversari. Lotta e soffre senza raziocinio, anche se va detto che l’unica palla-gol creata dal Milan in tutta la partita è nata da un suo bel lancio

HONDA 5.5: vola su Chiellini (!) e costringe Buffon all’unico intervento della sua partita. Sembra il preludio a un’altra performance sorprendentemente positiva per il giapponese, che tuttavia da lì in avanti viene gradualmente risucchiato da un match in cui è straniero. Generoso, nulla più

(PAZZINI ng)

MENEZ 6: si fa carico dell’intera responsabilità della fase offensiva rossonera, che altro non è che una pura ricerca del contropiede, ma uno contro tre la vita è dura. Poco canto e tanta croce, forse nella ripresa meritava più supporto. Comunque ancora positivo

EL SHAARAWY 5: vale il discorso fatto per i suoi compagni di reparto, solo che il Faraone, oltre a un encomiabile spirito di sacrificio, in campo non riesce a mettere nient’altro

(BONAVENTURA 5.5: non cambia l’inerzia del match, ma non era nemmeno giusto pretenderlo)

INZAGHI 6: da Zdenek Inzaghi a Helenio Inzaghi il passo è breve, nemmeno una settimana di tempo e la trasformazione è completa. Segno di intelligenza e preparazione, perché affrontare questa Juve a viso aperto sarebbe stato da scriteriati e i martiri del bel gioco a tutti i costi fanno solitamente poca strada. Certo, forse i tifosi, a partire dal suo datore di lavoro, si sarebbero attesi maggior coraggio, soprattutto nella ripresa; e magari si sarebbe potuto concedere meno spazio a Marchisio, che non è Pirlo ma nemmeno Brncic. Il suo Milan esce dal confronto ridimensionato, o meglio normalizzato, ma non è detto che sia una cattiva notizia