La più brutta Juventus della stagione passa 2-0 a San Siro contro un Milan determinato ma troppo impreciso. Confermate le formazioni della vigilia (CLICCA QUI PER SCOPRIRLE) con la Signora orfana di Pepe, Vucinic e Vidal, mentre i meneghini devono fare a meno di El Shaarawi, Balotelli e Muntari squalificato. Nonostante le defezioni, il primo tempo dei rossoneri è da applausi. Fotocopia della sfida contro l’Atletico Madrid, la squadra di Seedorf costruisce una grande mole di gioco ma non riesce a concretizzare (almeno 22 le azioni d’attacco). Pazzini, che gioca con una maschera protettiva, si danna l’anima e mostra a Balotelli, in tribuna, tutto quello che una prima punta dovrebbe fare. Prima liberando Kakà al tiro, poi colpendo di testa sul cross di un propositivo ma frettoloso Taarabt. Proprio il marocchino regala la prima vera azione alla peggior Juventus della stagione con Tevez che mette al centro per Llorente ma il Re Leone cicca completamente la sfera prima che Abbiati si superi su un tap-in dello stesso Apache.

I bianconeri rischiano di capitolare al 26′ con un doppia clamorosa occasione per Kakà che sfrutta un gran contropiede di Pazzini e tira due volte a botta sicura: prima si supera Buffon, poi Bonucci si immola sulla linea. Poli mette i brividi ancora al portiere bianconero che neutralizza il fendente di Montolivo e nel finale di tempo salva la porta su Kakà ringraziando Poli che, sulla respinta, calcia alto da buona posizione. Quando il primo tempo sembra andato in archivio arriva il beffardo vantaggio bianconero su un’amnesia difensiva rossonera: un disimpegno di testa di Rami innesca Marchisio più veloce di Abbiati, palla a Lichsteiner che mette al centro e Llorente tutto solo insacca.

Nella ripresa il canovaccio non cambia. La partita la fa il Milan, Poli due volte di testa va vicino al pareggio prima di finire all’ospedale dopo uno scontro con Caceres. Ma ancora una volta è la Juve a trovare la via del gol: merito del siluro dalla distanza di Tevez e del piazzamento troppo avanzato di Abbiati. Il raddoppio al 68′ taglia le gambe ai rossoneri che non ci credono più e calano vistosamente complice anche l’ingresso di Robinho e di un Honda ancora troppo compassato. Uno spaesato Pogba centra il palo nel finale sfiorando un tris che sarebbe stato impietoso. Come contro il più quotato Atletico, il Milan incappa in una immeritata sconfitta interna, stavolta contro la capolista del campionato. L’ottima prestazione, almeno per un’ora, non basta più, ora servono i gol. Necessari per sperare nei quarti di Champions League. Dove non c’è più la Juve che però da stasera può cucirsi l’ennesimo scudetto sulla maglia (+11 sulla Roma che ha una partita in meno).

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