Milan-Juventus manda un chiaro messaggio. Nonostante il cambio di allenatore, i bianconeri restano la squadra da battere in Italia mentre i rossoneri hanno ancora parecchio da sistemare prima di poter ambire alle zone alte della classifica. A San Siro l’ex Allegri regala una lezione di calcio al suo “nemico” Pippo Inzaghi più di quanto non dica il punteggio (1-0). Doveva essere l’occasionissima per SuperPippo, autore di una partenza sprint. E invece il Milan, dopo un discreto primo tempo, cala vistosamente ripresa spianando la strada a una Juventus nettamente superiore che continua a non prendere gol in campionato proseguendo il record d’imbattibilità.

Con l’infermeria piena, i padroni di casa scendono in campo con il canonico 4-3-3 con falso nove il rientrante El Shaarawy e Torres in panchina. Rivoluzionata la coppia difensiva con Rami e Zapata centrali. I campioni in carica rispondono con il collaudato 3-5-2 e fin dai primi minuti si capisce che sarà dura per i rossoneri ripetere l’exploit di Parma. In un San Siro pieno (78.804 spettatori per un incasso di euro 3.280.000 euro), Pereyra al 7′ mette i brividi ad Abbiati approfittando di un varco (il primo di tanti) lasciato dalla retroguardia rossonera per calciare di un soffio sopra l’incrocio. Dal quarto d’ora si inizia a vedere il Milan: Honda di testa impegna seriamente Buffon sul cross di Muntari ma è Abbiati a salvare la porta su numero di Llorente pescato ottimamente da Pereyra. L’unico a creare scompiglio nella difesa bianconera è Menez che recupera un pallone a Chiellini e si invola verso Buffon con il portiere pronto alla respinta. Al 38′ il palo sinistro della porta rossonera trema sul fendente di Marchisio, ancora lasciato colpevolmente solo dai mediani meneghini.

La ripresa vede il Milan arroccato in difesa che non riesce mai a ripartire pericolosamente e stanchezza. Il pallino del gioco è nelle mani della Juventus che sfiora il vantaggio al 14′ con Marchisio. L’attacco rossonero, fiammate di Menez a parte, è evanescente e Inzaghi richiama El Sharaawy per inserire Bonaventura. La mossa non produce effetti e anzi è la Signora a passare al 25′ con Tevez imbeccato da Pogba: Abbiati non esce e per l’Apache in versione “ciuccio” è un gioco da ragazzi infilare la rete.

A Inzaghi non rimane che la carta Torres al posto di Poli e Pazzini per Honda. Rami ferma con esperienza un Pogba propenso al raddoppio e anche Menez, tartassato per tutta la gara dai bianconeri, finisce a terra in area: contatto molto dubbio ma Rizzoli lascia correre. Il forcing finale dei rossoneri non produce effetti e dopo tre minuti di recupero cala il sipario sul match. Inzaghi e il Milan tornano sulla Terra dopo un avvio di stagione quasi esaltante ma tremendamente illusorio. Da analizzare soprattutto il calo fisico nella ripresa e il troppo spazio lasciato ai bianconeri. Nonchè le pochissime occasioni create nonostante la vena di Menez. L’ex Allegri gongola.

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