Non è ufficiale, ma lo si respira nell’aria da molto tempo in via Aldo Rossi: Inzaghi è a rischio, e l’ultimo pareggio con l’Empoli è stata la cosiddetta goccia che ha fatto traboccare il vaso. Sarà la partita contro il Cesena a decidere il destino di Filippo Inzaghi, che da bandiera e simbolo del club rossonero – dell’era Ancelotti – si è trasformato in vittima sacrificale e capro espiatorio di tutto quello che non va in casa Milan (e non sono solo i risultati).

Quindi, se il tecnico dovesse perdere contro il Cesena, domenica, l’esonero sarà inevitabile. Al suo posto, dentro subito l’eterno secondo Mauro Tassotti, che traghetterebbe la squadra fino a fine stagione (come già fatto in altre occasioni). Giusto dare più tempo ai giovani allenatore, in virtù di un progetto ad ampio respiro, ma i numero non sono di certo dalla parte del mister piacentino: i punti raccolti dai rossoneri nel 2015 sono addirittura da retrocessione. Un ruolino di marcia davvero impietoso, con quattro sconfitte, due pareggi e una vittoria.

Difficile dire chi prenderò il posto di Super Pippo il prossimo anno, dopo il traghettatore Tassotti. In cima alla lista dei desideri c’è Vincenzo Montella, ma sono liberi anche Cesare Prandelli e Luciano Spalletti. Attenzione anche alla (pazza) idea Antonio Conte: non è così assurdo pensare che, di fronte ad un’offerta particolarmente interessante (sempre che il Milan possa permettersela), il CT possa abbandonare la nazionale. Questo anche alla luce di una certa insofferenza che l’ex tecnico bianconero sembra dimostrare nei confronti del nuovo incarico.