Le pagelle commentate di Milan-Inter 1-0!

ABBIATI ng: strano a dirsi, resta totalmente disoccupato per l’intero incontro; non perché, come capitava a quei fortunelli di Galli e Rossi, i suoi difensori siano più imperforabili della fibra di kevlar, ma perché gli attaccanti avversari sono più evanescenti della galaverna. Meglio, molto meglio così

DE SCIGLIO 5: la diatriba tra Galliani, che lo vorrebbe a sinistra, e Seedorf, che invece lo schiera a destra, ha mietuto la prima vittima: De Sciglio stesso, che è andato in crisi d’identità e questa sera credeva di essere Abate. Fortunatamente per lui e per noi, sull’altro versante non c’era nulla che assomigliasse al fatale Milito di qualche tempo fa

RAMI 6.5: da quell’archetipo di eleganza che era il precedente inquilino della maglia numero 13 ha preso solo il numero e, forse, una certa predisposizione al capello grasso; ma buon Adil compensa, almeno in parte, con un livello di concentrazione sempre molto alto e una sana ruvidezza in marcatura: Icardi non la vede mai

MEXES 6.5: anche la controparte meno affidabile della coppia centrale transalpina risponde presente, contribuendo all’azzeramento di Palacio-Icardi non senza qualche randellata – tipo quando lo spirito di Maxi Lopez si è impadronito del suo corpo e lo ha persuaso a rifilare una pedata sulle natiche all’amico Maurito. Prova di sostanza, sfiora anche il gol su azione di corner

CONSTANT 6.5: il fatto che anche il terzo, insondabile francese sia uscito dal derby indenne, anzi con onore, dovrebbe indurre il suo dirimpettaio Jonathan quantomeno a considerare l’ipotesi dell’anno sabbatico

(ABATE ng: il tecnico lo manda in campo negli ultimi minuti, costringendo De Sciglio a migrare a sinistra. Una mossa che può essere spiegata solamente con l’intenzione di Seedorf di trollare Galliani)

POLI 5.5: nulla da dire sull’impegno, ma l’impressione è sempre quella che lo sforzo sia immancabilmente superiore al risultato

(MUNTARI 6: una mezz’oretta scarsa a far legna in mezzo al campo)

DE JONG 7.5: “Sventurato il popolo che ha bisogno di eroi”, diceva Brecht, che evidentemente non aveva potuto ammirare le gesta di questo Milan, più che mai assetato di un minimo di epica. L’olandese ardente segna il gol della vittoria con una perentoria capocciata, a suggello di un match giocato con il coltello tra i denti e la fiamma nel cuore, esattamente quello di cui sa accontentarsi i tifosi in mancanza di tutto il resto: l’eroe, anzi l’antieroe, del derby è lui

MONTOLIVO 6: giocare mezz’ala non gli piace granché e non fa bene nemmeno alla squadra, comunque corre e lotta con indubitabile impegno. Il resto lo fanno i suoi omologhi nerazzurri, disastrosi a tal punto da far sembrare discreta la sua performance

TAARABT 5.5: Seedorf lo posiziona alle spalle di Balotelli e Kakà per infastidire Cambiasso ed Hernanes, e da questo punto di vista la missione può dirsi compiuta. Certamente meno efficace la sua fase offensiva rispetto a quando milita sulla fascia, anche se due delle rare manovre pregevoli dell’incontro portano la sua firma. Nella ripresa cala mostruosamente, come quasi sempre d’altra parte

KAKA’ 6: di energie gliene sono rimaste poche, prova a rimediare con abnegazione e qualche residuo guizzo di classe, come quella finta di bacino con la quale manda a spasso Samuel e Ranocchia, prima di centrare la traversa con un destro di prima. Esce tra gli applausi scroscianti: è venerato anche senza l’evidenza del miracolo, come accade alle reliquie

(PAZZINI ng)

BALOTELLI 6.5: Mario non strabilia e non è nemmeno troppo continuo, ma si muove bene per la squadra, prende botte senza lamentarsi e alla fine pennella il cross che vale un pezzo di stagione. Ci sono una serie di gradazioni di grigio, tra il top player che avrebbe dovuto già diventare e l’irritante poppante che a volte finisce per essere: quella di stasera, per esempio, è una gradazione più che accettabile

SEEDORF 6.5: la scelta iniziale del rombo è difensiva, per cui sorprendente, visto il personaggio. Forse voleva dare un segnale alla società, o quantomeno ai media: la formazione la faccio io, in tutto e per tutto. Fatto sta che il Milan approccia il match più delicato dell’anno in modo troppo pigro, troppo prudente, anche se per sua fortuna l’Inter riesce a far peggio. La vince grazie a un episodio più o meno isolato, quando finalmente i rossoneri decidono di buttare in mezzo il pallone da calcio piazzato, invece di abbozzare improbabili schemi palla a terra; ma la vince, ed è questo che conta. Così come conta la ritrovata solidità difensiva: escludendo quella contro la Roma, nelle ultime 7 uscite i rossoneri hanno incassato solamente 2 reti, mantenendo la porta inviolata in 5 occasioni. Numeri, statistiche, risultati: ma a quanto pare il suo destino sarà deciso sulla base di altro

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