Ci sono proposte che trascendono il bene e il male. A chi verrebbe mai in mente di cambiare il rosso Ferrari in un wengé che fa tanto arredamento etnico, o carnagione di Carlo Conti? O di organizzare il Carnevale di Venezia nel Wyoming, ché c’è più spazio? Forse a Ernesto Paolillo, l’ex amministratore delegato nerazzurro il cui difetto di pronuncia è classificato al decimo grado della scala Beaufort. In un’intervista rilasciata a Tuttosport, Paolillo ha ripreso un’idea lanciata a suo tempo da un altro personaggio peculiare, ovvero Mino Raiola: quella di fondere insieme Milan e Inter, con lo scopo di formare un superclub in grado di far tremare le gonadi al continente intero.

Il mio è un discorso economico che parte dal fatto che siamo in una città dove entrambe le società hanno intenzione di trovare una nuova governance. Il calcio oggi è un’industria e quindi credo che non sia da scartare che avvenga ciò che normalmente accade negli ambienti industriali o nelle banche, ovvero una fusione. Che, per me, sarebbe auspicabile piuttosto che avere squadre che, per mancanza di investimenti, rischiano di perdere competitività ad altissimo livello. I tifosi non devono vivere questo come una minaccia, ma come un’opportunità. E’ meglio avere un’entità altamente competitiva o restare con due squadre che sono molto meno competitive rispetto a un tempo? Quanti volterebbero le spalle al progetto? A ragione direi un 20% per parte… Una maglia rossonerazzurra è già stata utilizzata per un’amichevole e per quel che riguarda il nome MilanInter non sarebbe affatto male

Non dubitiamo della competenza del succoso Paolillo in materia economica – un po’ di più, invece, per ciò che riguarda il marketing: “MilanInter” sembra uscire direttamente dalla Terza Internazionale, per non parlare della bandiera di Antigua e Barbuda come maglietta – ma ci permettiamo di respingere tale proposta con lo sdegno e il disgusto che generalmente si riserva a un secondo giro di panaché. Milan e Inter fuse insieme? Con le sette Champions League del Milan che si trasformerebbero automaticamente in cartone, come sotto lo sguardo di Medusa? E in Serie B, chi ci è andato e chi no? Gli euroderby del 2003 cosa diventerebbero, un caso di masochismo schizoide? E lo scudetto di Ambrosini in quale deretano si nasconde?

È pur vero che molte specie animali, in casi particolari, possono cambiare genere e sviluppare un secondo apparato sessuale, per garantire la conservazione della specie. Ma – e siamo convinti che la maggior parte dei tifosi milanisti e interisti la pensino così – se la soluzione è l’ermafroditismo, allora meglio una dignitosa estinzione.