Finisce senza né vincitori né vinti il 213esimo derby della Madonnina: 1-1 tra Milan e Inter, al termine di una partita equilibrata quanto modesta, che ha visto i rossoneri scappare per primi grazie a un capolavoro di Jeremy Menez, per poi essere ripresi al 16’ del secondo tempo da un diagonale del goleador che non ti aspetti, Obi. Un pareggio che non fa felice nessuno: non Mancini, che sperava in un esordio-bis migliore; non Inzaghi, che ha vinto una sola delle ultime sei gare; e non gli spettatori di entrambe le sponde, che trovano in questa partita un motivo ulteriore per rimpiangere il passato.

Le assenze costringono Inzaghi a ridisegnare pesantemente difesa e centrocampo, con la riproposizione al centro della coppia Zapata-Mexes (il francese addirittura capitano, dopo aver passato due mesi da separato in casa) e Rami riciclato come terzino destro; nella zona nevralgica del campo ci si affida al duo ghanese Muntari-Essien, con El Shaarawy e Bonaventura larghi e Menez a galleggiare alle spalle di Torres. Da parte sua Mancini, anche lui alle prese con qualche defezione, sorprende tutti con uno strano 4-3-3, che prevede Kovacic e Palacio esterni alti e Obi preferito a M’Vila a centrocampo, con Kuzmanovic a dettare i tempi. Il piano tattico delle due squadre è chiaro sin dall’inizio: il Milan resta coperto, pronto a scatenarsi in ripartenza; l’Inter fa girare di più il pallone e prova a disturbare l’azione rossonera intervenendo sulle linee di passaggio, puntando sulle difficoltà di palleggio degli avversari. E’ da questa situazione che nasce la prima, clamorosa occasione da rete dell’incontro: Muntari si addormenta e con un passaggio in orizzontale serve Icardi, Maurito s’invola verso la porta rossonera in solitudine, per poi farsi ipnotizzare da un grande Diego Lopez (8’). Il Milan si spaventa e l’Inter ci prova ancora 3’ più tardi, con un sinistro potente di Guarin sul quale il portiere spagnolo fa ancora una volta buona guardia. Sono i nerazzurri a controllare l’inerzia del match in questa prima fase, ma è il Milan a passare in vantaggio con una delle succitate ripartenze: Essien, ottimo, serve sulla velocità El Shaarawy, cross immediato del Faraone e Menez, lasciato troppo solo da Ranocchia, inventa un piatto volante sul palo lontano da stropicciarsi gli occhi, per l’1-0 rossonero (23’). Il gol esalta il Diavolo, che si sistema meglio in campo e chiude ogni varco a un’Inter disordinata, che soffre non meno dei cugini la mancanza di qualità a centrocampo, vista anche l’inconsistenza del Kovacic di questa sera. Il primo tempo si chiude senza altri sussulti.

Il match riprende in modo più vibrante: l’Inter ha la faccia giusta, ma il Milan sembra convinto di poter chiudere i conti. E dopo 7’ va vicinissimo al raddoppio con Bonaventura, che sfrutta una bella triangolazione in velocità con Menez per concludere da posizione defilata, Ranocchia devia e il pallone si spegne pochi centimetri a lato, con Handanovic battuto. Immediata la replica nerazzurra: corner, mischione furibondo, Kuzmanovic si trova la palla giusta tra i piedi ma non sa che farsene, e Diego Lopez può salvare la baracca, prima che Icardi chiuda con una conclusione alle stelle. Poi, come nella prima frazione, nel momento in cui il Milan sembra in controllo, l’Inter agguanta il pareggio: Zapata svirgola un pallone non complicato, Obi raccoglie e con un diagonale goniometrico sul palo lontano beffa Diego Lopez, raggiungendo, nella lista degli inverosimili marcatori da derby, gente prestigiosa come Minaudo, Paganin, Nielsen, Comandini, Schelotto e compagnia danzante. Ora è il Diavolo ad accusare il colpo e i problemi aumentano quando a centrocampo iniziano a mancare le energie. Inzaghi toglie Torres, impalpabile come sempre, per Honda, spostando Bonaventura a sinistra. Ed è proprio l’ex atalantino, tra i migliori in campo, a servire un pallone delizioso per lo scatto in profondità di El Shaarawy: ma il Faraone, come Icardi nel primo tempo, sperpera incredibilmente davanti ad Handanovic, centrando la traversa (29’). Immediata la risposta di Icardi: bella girata al volo su cross di Nagatomo, palla che accarezza l’incrocio. L’ultima, clamorosa chance capita ancora al Milan: Kovacic, un mezzo disastro, si fa scherzare da Rami sulla destra, palla dentro per Poli che calcia a botta sicura, Ranocchia devia e la palla si spegne sul fondo di un nonnulla. E’ l’ultimo brivido di un derby intenso, equilibrato e drammaticamente scevro di talento.