Un derby brutto, talmente brutto che a metà tempo ti viene da chiederti perché mai Genny ‘a Carogna abbia dato il suo placet. Talmente brutto che è bello che l’uomo-partita sia Nigel De Jong (foto by InfoPhoto), fanteria corazzata olandese la cui capocciata ha regalato al Milan i tre punti più importanti della stagione: perché il Diavolo non batteva l’Inter dal 2011, perché ora la prospettiva del sesto posto è tornata tremendamente concreta, perché i tifosi rossoneri meritavano una piccola, circoscritta, micragnosa soddisfazione.

Il match, come detto, è stato per lunghi tratti imbarazzante e non è certo la prima volta in questi anni. Nonostante ritmi da castagnata aziendale e pressioni psicologiche tutto sommato trascurabili, vista la disgraziata classifica, i ventidue in campo non sono parsi in grado di andare oltre la persecuzione delle altrui caviglie e, nient’affatto a caso, l’episodio più significativo dei primi 20’ è un calcione nelle chiappe che Mexes rifila a Icardi, rischiando qualcosa più di un giallo. Taarabt, schierato dietro le punte nello strano rombo scelto da Seedorf, è invece l’autore delle uniche azioni manovrate: splendido il suo filtrante per l’accorrente De Sciglio, il cui tiro-cross si spegne contro l’esterno della rete. Per il primo tiro in porta si è dovuto aspettare il 36’: De Jong innesca Kakà in contropiede con un lancio di 50 metri, il brasiliano lascia rimbalzare il pallone un paio di volte prima di calciare di collo esterno, ma il pallone, superato Handanovic, si stampa contro la traversa. Anche nella ripresa la brodaglia è rimasta pressoché immutata: il Milan, se non altro, ha fatto finta di provarci, mentre i cugini si sono limitati a gestire il nulla.

Date le premesse, i calci piazzati si trasformano nell’unica strada percorribile; e, dopo un tentativo fallito da Mexes, è De Jong a far breccia, inzuccando da breve distanza una punizione bel calciata da Balotelli. Rete meritata per l’olandese, sempre tra i più positivi, e in fondo anche per la squadra di Seedorf. La reazione dell’Inter è tutta in una conclusione di Palacio rimpallata in corner dall’onnipresente 34 rossonero in disperato ripiegamento difensivo. L’ultima parte di gara scivola via senza pulsioni e sorprese, se non per il mancato rosso a Samuel e per la consueta bizzarria riscontrabile nei cambi di Seedorf, tra cui l’immancabile staffetta tra terzini nell’ultimo quarto d’ora. Il Milan torna a vincere un derby da quel 3-0 dell’aprile 2011, resta a -1 dal Torino e a pari merito con il Parma, ma potrà contare su due turni residui più agevoli rispetto agli avversari, che settimana prossima si scontreranno tra di loro. La porticina per l’Europa minore è ancora aperta, ammesso che freghi davvero.