Quest’oggi La Repubblica è uscita con un articolo riguardante una presunta inchiesta della Procura di Milano sulla cessione di parte delle quote del Milan alla cordata guidata da Bee Taechaubol.

L’indagine, sempre secondo quanto riporta il quotidiano, sarebbe condotta dai pm Roberto Pellicano e Giovanni Polizzi e si intersecherebbe con quella sui diritti tv e la società Infront.

Nicolò Ghedini e la reazione della Fininvest

La reazione di Fininvest all’articolo di Repubblica è stata veemente. A Parlare è stato l’avvocato Nicolò Ghedini: ‘Si tratta di un tentativo risibile di incidere sugli assetti dell’Ac Milan. E’ gravemente diffamatorio ipotizzare che ci sia una indagine della Procura di Milano su un affare tra privati che peraltro non si è nemmeno concluso. Chiederemo i danni nelle sedi competenti’.

Più duro il comunicato della Fininvest, che considera l’articolo pubblicato da Repubblica, nient’altro che ‘poche righe di elucubrazioni, insinuazioni, ipotesi confuse’, ovvero un esempio di ‘cattivo giornalismo’.

E ancora: ‘Lo stesso quotidiano non sa assolutamente che cosa c’entrino le discussioni per la cessione di una minoranza della società calcistica con una presunta indagine sui diritti’.

Il comunicato della Fininvest

‘La Fininvest nulla sa di inchieste della Procura sulla vicenda Milan ed esclude che tali inchieste possano esistere. Ribadisce la cristallina correttezza dei propri comportamenti, ma denuncia con vigore un modo di fare disinformazione che ha superato ormai ogni limite. È qualcosa di molto più grave del «cattivo giornalismo», è un comportamento inqualificabile, in grado di creare danni irreparabili”.

‘Nelle due paginate che dedica all’argomento, sulla questione Milan compaiono solo poche righe di elucubrazioni, insinuazioni, ipotesi confuse, e l’ammissione che lo stesso quotidiano non sa assolutamente che cosa c’entrino le discussioni per la cessione di una minoranza della società calcistica con una presunta indagine sui diritti e Repubblica sarà chiamata a risponderne davanti all’autorità giudiziaria’