A pochi giorni dal derby di Milano, uno dei meno sentiti e malinconici della centenaria storia dei due club meneghini, Adriano Galliani e Barbara Berlusconi, intervenuti all’evento Audi, hanno rilasciato qualche importante dichiarazione in merito al futuro prossimo del Milan, sia dal punto di vista della conduzione tecnica che da quello della chiacchieratissima rivoluzione societaria che dovrebbe concretizzarsi nei prossimi mesi.

Per quanto riguarda il primo punto, il piatto forte è ovviamente la permanenza o meno di Filippo Inzaghi sulla panchina del Diavolo la prossima stagione. Adriano Galliani, si sa, è stato ed è tuttora il principale sponsor di Pippo nelle nuove vesti di allenatore: lo ha scelto lui, lo ha sostenuto e lo ha confermato anche quando qualunque altro tecnico avrebbe ricevuto ben altro trattamento. Sostegno che non si è ancora interrotto: “Inzaghi sta facendo bene, gode della fiducia di tutti, di società e giocatori. Io capisco quando una squadra è con l’allenatore e quando è contro, e sono certo che lo spogliatoio è con Inzaghi. Questa è la miglior premessa per tornare a far bene“.

In effetti, non ci sono dubbi che Inzaghi, a differenza del suo più immediato predecessore, abbia saputo farsi ben volere da (quasi) tutto lo spogliatoio milanista, con poche e trascurabili eccezioni (Muntari, per dirne una, o Torres). E’ altrettanto indubbio che questa è una delle poche cose positive che si possano dire sul suo operato. Le colpe della decadenza milanista sono da addossare quasi interamente a una proprietà disinteressata e a una dirigenza obsolescente, questo è chiaro, ma di certo si poteva e doveva far meglio di quanto non si è fatto. In ogni caso non si tratta di una conferma. A meno di miracoli, Inzaghi non allenerà più il Milan l’anno prossimo. Le parole di Galliani, un altro la cui permanenza è tutt’altro che certa, almeno nel medio periodo, sanno più che altro dell’ennesimo attestato di stima e riconoscenza verso un “suo” uomo.

Più stringata, ma più significativa, la dichiarazione di Barbara Berlusconi in merito alle trattative con le cordate asiatiche che hanno riempito le pagine dei giornali negli ultimi mesi: “Non posso dire nulla, abbiamo firmato un patto di riservatezza“. Il che equivale, ovviamente, a un’ammissione: un non disclosure agreement lo si firma in presenza di un potenziale acquirente, reale e non immaginario. Più loquace, Lady B., in merito al progetto stadio: “Si tratta di un progetto molto importante per il nostro club e per la città, ma in questo momento non tocca a noi decidere perché, pur essendo convinti di aver presentato un ottimo progetto, siamo in attesa delle decisioni di altri. Non appena verremo a conoscenza delle decisioni ci metteremo in contatto con tutte le parti interessate per realizzare il progetto più ambizioso possibile“.