Torna a vincere dopo tre anni nella gara del lunch time, il Milan, rispondendo ai proclami prepartita di Sinisa Mihajlovic non solo dal punto di vista del risultato, ma anche della prestazione. Il 2-1 con cui i rossoneri si sono imposti sul Genoa, infatti, non la dice tutta sulla superiorità messa in mostra a San Siro dal Milan, che si conferma più che mai convinto di poter acciuffare il terzo posto: Bacca è stato il solito grimaldello, sbloccando la gara al primo pallone toccato dopo 5′, mentre Honda l’ha chiusa con un siluro da 30 metri (dormita di Perin), e fa niente se nel recupero una papera di Donnarumma ha consentito al fischiatissimo ex Cerci di accorciare le distanze, con l’unico tiro del Grifone in 95′. Settimo risultato utile di fila per il Milan, come non accadeva dal 2013, anno dell’ultima qualificazione alla Champions League. E le notizie positive per Mihajlovic non finiscono qui, dal momento che nel finale di gara si è rivisto in campo anche Jeremy Menez, assente da nove mesi e mezzo, mentre farà discutere l’ingresso di Mario Balotelli, che nei 5′ concessi è riuscito a far imbestialire il tecnico serbo con un atteggiamento disinteressato francamente insostenibile.

Milan-Genoa, la partita

Come detto, la gara si è messa subito sui binari giusti per il Diavolo, che prima sfiora il gol con un bolide dalla distanza di Honda deviato in corner da Perin, e poi lo trova sul tentativo seguente con il suo sniper preferito, Carlos Bacca. Nell’occasione è stato da applausi ancora il giapponese, bravissimo a recuperare un pallone che sembrava perduto per poi scodellarlo al centro per il colombiano, fulmineo nell’agganciarlo al volo e a scaricarlo in porta. Il Genoa di questi tempi è poca cosa, soprattutto in fase offensiva, dove si fa sentire tremendamente l’assenza di Pavolezzi, e l’intensità e la corsa dei rossoblu riescono solo nell’intento di limitare le giocate rossonere, mentre dalle parti di Donnarumma la calma è piatta e lo resterà fino al 93′. Va anche detto che nella prima frazione il Milan non riesce ad affondare più di tanto i colpi, perché se è vero che Honda e i due terzini, Antonelli soprattutto, sono in palla, è altrettanto vero che la coppia di recuperati in extremis, Niang e Bonaventura, pasticciano più del dovuto.

L’inerzia del match non cambia nemmeno nella ripresa, nonostante Gasperini provi a giocarsi la carta-Cerci (subissato di fischi dai suoi ex tifosi) in luogo di un evanescente Suso. Il Milan, infatti, resta saldamente al comando delle operazioni, e al 19′ pesca il jolly che mette i sigilli alla gara: è Honda, migliore in campo, a firmare la sua prima rete in campionato, sorprendendo Perin con una sberla da 30 metri che rimbalza appena davanti al portiere genoano, infilandosi alla sua sinistra. Il raddoppio facilita ulteriormente il compito ai rossoneri, che iniziano a proporre anche qualche trama piacevole di gioco, come quella che al 22′ porta Bonaventura davanti a Perin su bell’invito di assist (bravo il portiere a chiuderlo in corner), o come lo schema da corner che consente a Montolivo di scaricare un formidabile sinistro al volo che fa tremare il palo destro (30′). Gli ultimi 15′ di partita assomigliano a quello che nel basket si chiama garbage time, e così Mihajlovic si permette il lusso di rilanciare prima Jeremy Menez, alla prima presenza in campionato dal lontano 29 aprile 2015, e poi Mario Balotelli: ma se il primo entra col coltello tra i denti, il secondo lo fa in infradito e asciugamano. E quando il Genoa, al 93′, riesce in qualche modo a trovare il gol del 2-1 al primo tiro in porta (errore di Donnarumma su tiro di Matav e rimpallo vincente di Cerci), Mihajlovic ha gioco facile nello scovare il capro espiatorio su cui riversare la propria rabbia. Se conosciamo il serbo, la storia di Mario con il Milan si è chiusa oggi. Del suo contributo per la rincorsa Champions League, del resto, si può probabilmente fare a meno.