In un certo senso, questo Milan-Frosinone è stato il perfetto paradigma dell’attuale momento storico rossonero: un insensato, folle, disturbato disordine, che alla fine lascia tutti con l’amaro in bocca e senza speranza. Non si può nemmeno pensare di offrire una cronaca razionale di quanto accaduto in campo, in questi 95′ in cui casualità, sfiga e incapacità solari hanno fatto a pugni tra di loro per avere la meglio, anche se paradossalmente si può dire che ci si è divertiti, in un modo perverso e calcisticamente non convenzionale.

Accolto da un’atmosfera da tregenda, da un pubblico giustamente furibondo con tutti – proprietà e dirigenza in testa, ma anche giocatori – il Milan ci ha messo tutto l’impegno possibile per trasformare un pomeriggio complicato in un incubo a occhi aperti. Per esempio, facendosi infilare dal frusinate Paganini dopo 70 secondi di gioco; o provando a scalfire la porta di Bardi per una quarantina di minuti, divorandosi una quantità industriale di palle-gol (Bacca e Kucka sugli scudi), senza tuttavia riuscire a perforare la peggior difesa del campionato; oppure prendendo il gol del 2-0 da Kragl nel finale di tempo, con Donnarumma che si fa sorprendere da una conclusione da 35 metri. Anche nella ripresa gli sforzi rossoneri sono andati tutti in quella direzione: dopo un paio di minuti, Balotelli si fa parare un rigore concesso per fallo di mano su tiro di De Sciglio, e quindi, subito dopo il gol di Bacca (50′, erroraccio di Bardi), sono Alex e Montolivo a confezionare il terzo gol della squadra di Stellone, a firma Dionisi (54′).

Mentre la Curva, che fino a quel momento aveva prevalentemente invitato Berlusconi a vendere e Galliani ad andare dove non si può dire, inizia a sciorinare appellativi quali “indegni” ai propri beniamini (si fa per dire), in qualche modo Brocchi azzecca i cambi che riporteranno il match fuori dai binari del disastro totale e dentro quelli del disastro parziale. Antonelli, subentrato un minuto prima ad Abate, trova il gol del 3-2 con una spettacolare rovesciata su calcio d’angolo (74′) e in pieno recupero, dopo un altro rigore assegnato per un altro fallo di mano in area, è Jeremy Menez a trovare il gol del definitivo 3-3. In realtà ci sarebbe spazio anche per il lieto fine, con uno strepitoso assolo di Balotelli e conclusione che centra in pieno la traversa, ma non sarebbe stato in tono con il resto di questa narrazione grottesca. Il 3-3 finale non serve a nessuno: non al Frosinone, con un piede e trequarti in Serie B; non al Milan, superato dal Sassuolo (vacanze salve per i giocatori); non a Brocchi, che con uno score di due punti in tre giornate contro le ultime tre della classifica può giusto sperare di riavere indietro la panchina della Primavera l’anno prossimo.