Era la grande occasione per tornare, almeno virtualmente, in Champions League, col terzo posto a portata di mano dopo il pari della Samp, e invece la gara contro la Fiorentina è stata solo un’occasione mancata per il Milan di Inzaghi. I gol di De Jong nel primo tempo e del neoentrato Ilicic nella ripresa hanno fissato sull’1-1 il punteggio, più che legittimo per quel poco che si è visto in questo brutto match: i rossoneri devono così rimandare l’appuntamento con le prime tre posizioni, mentre la Fiorentina resta nel limbo a cui sono destinate le squadre prive pressoché interamente di un reparto, in questo caso l’attacco.

La partita è lo specchio fedele di quella che al momento è la natura di queste due formazioni. La Fiorentina ha un gioco collaudato e un centrocampo di qualità, ma l’assenza di attaccanti di livello le impedisce sistematicamente di tradurre in occasioni da rete la gran mole di gioco prodotta. Il Milan, dal canto suo, è ancora largamente work in progress per quanto riguarda la fluidità della manovra, anche perché affidata alla mediana più modesta sul piano tecnico delle prime 8-10 squadre della graduatoria e perché Menez è ancora fuori fase, ma è molto più concreto in fase conclusiva; e da quando è rientrato Alex mostra confortanti miglioramenti sul piano della tenuta difensiva, nonostante un Zapata da brivido soprattutto in palleggio. Ne deriva un primo tempo in cui la viola tiene l’iniziativa per quasi tutto il tempo, senza mai avvicinare nemmeno la porta difesa da Abbiati (ancora una volta preferito a Diego Lopez); mentre i rossoneri, che ci provano perlopiù di contropiede, riescono a trovare il gol del vantaggio con l’unico tiro in porta dei primi 45’: corner lungo di Menez, Zapata fa la torre per Nigel De Jong, il quale approfitta dell’immobilismo colpevole della retroguardia viola e di Neto per inzuccare la rete dell’1-0, suo secondo centro personale in campionato. E’ il 25’ e né prima né dopo è accaduto nulla di significativo.

Un po’ più di emozioni nella ripresa, se non altro perché la stanchezza allunga le squadre e moltiplica gli errori. Dopo 6’ il Milan crea addirittura un’occasione da rete con Menez, che pecca di egoismo e calcia di sinistro addosso a Neto invece di servire il liberissimo El Shaarawy, appostato sulla sinistra. Cuadrado e compagni, invece, non vanno oltre il consueto titic-titoc, concluso puntualmente con un azzardo dalla lunga distanza che non crea alcun patema ad Abbiati. Ciò è vero fino al 19’, quando il neoentrato Ilicic, approfittando della latitanza di De Jong, rientrato troppo lentamente, e da un errore in disimpegno di De Sciglio, si infila in un varco centrale e dai 20 metri fa secco il portiere rossonero con un sinistro velenoso che rimbalza un paio di volte prima di insaccarsi nell’angolino basso. Sul punteggio nuovamente in parità, i due tecnici provano a rimescolare le carte: Inzaghi toglie l’esanime Poli per Bonaventura e quindi Menez per Torres, ridisegnando il 4-4-2 con El Shaarawy di punta, mentre Montella rinuncia all’unica punta di ruolo, Babacar, per giocare con un 4-5-1 con Ilicic falso centravanti e Vargas e Cuadrado larghi. In realtà, nessun cambio di uomini o moduli riesce a defibrillare un match nato male e proseguito peggio, in cui le lacune di entrambe le rose hanno infine pesato come macigni sul risultato e sullo spettacolo. Non succede davvero più nulla, al punto che, a 5’ dalla fine, l’impietosa statistica recita: Milan 3 tiri in porta, Fiorentina 2. E non c’è davvero altro da aggiungere.