Un punto nelle ultime tre partite. Con questo magrissimo bottino Allegri ha salutato forse per l’ultima volta la panchina del Milan, sconfitto 2-0 a San Siro dalla Fiorentina (foto by InfoPhoto).

Nonostante la squalifica di Cuadrado, la scarsa vena di Pepito Rossi e l’assenza di Pizarro, la Viola sbanca ancora la Milano rossonera dove fa bottino pieno da ormai tre anni. Il Meazza corre il primo brivido al 14′ quando Matos irride Zaccardo e cerca Rossi a centro area ma Gabriel si allunga prontamente per allontanare la minaccia. La risposta rossonera è tutta in un sinistro di Muntari servito da Kakà. La Fiorentina passa al 26′ con una velenosa punizione di Vargas che si insacca in rete grazie alla decisiva deviazione di Muntari, ingenuo autore del fallo, in una barriera ancora una volta (dopo Parma) imbarazzante.

Il grande ex Ambrosini lascia il campo per infortunio e riceve un meritato applauso da San Siro mentre nel finale di tempo Balotelli si esibisce nell’ennesimo triste spettacolo andandosi a cercare due rigori che neanche Babbo Natale gli regalerebbe. Nel secondo tentativo va a colpire Pasqual e rischia pure di dover lasciare il campo, cosa che in una serata come questa sarebbe solo un toccasana per il Milan. Matri si scalda per tutto l’intervallo ma SuperMario resta in campo nella ripresa che si apre con i rossoneri volenterosi ma latitanti in zona-gol.

Aquilani commette due falli da ammonizione nel giro di cinque minuti ma Mazzoleni non se la sente di mandarlo sotto la doccia che meriterebbe. L’arbitro non può invece astenersi nello sventolare il giallo in faccia a un Balotelli sempre più irritante che abbatte Neto in maniera gratuita (salterà il Chievo). Allegri butta nella mischia Niang e Saponara al posto di Birsa e Muntari ma la musica non cambia. Anzi, proprio il trequartista si fa bruciare da Joaquin e ci si mette anche Gabriel a emulare l’Abbiati dei tempi d’oro e regalare il 2-0 a Borja Valero. La curva schernisce i rossoneri e srotola striscioni contro la società. Galliani abbandona spazientito la tribuna. Il destino di Allegri sembra segnato anche se i fatti hanno dimostrato che le colpe dell’allenatore sono poche. E mercoledì il Milan va a Barcellona. Si salvi chi può.

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