Prima vittoria in campionato per il Milan di Sinisa Mihajlovic, che nell’anticipo serale della 2.a giornata supera l’Empoli a San Siro per 2-1 grazie alle reti, una per tempo, del suo nuovo duo d’attacco, Carlos Bacca e Luiz Adriano, intermezzate dal momentaneo pareggio di Saponara. Il risultato e le prestazioni delle due punte, tuttavia, rimangono l’unico aspetto positivo in una serata in cui i rossoneri hanno mostrato, una volta di più, di essere molto lontani da un livello accettabile di organizzazione e coesione, al cospetto di un Empoli – non il Barcellona – che avrebbe largamente meritato almeno il pari.

Mihajlovic prova a mischiare le carte dopo il brutto esordio di Firenze, ma le sensazioni della vigilia sulla stranezza delle sue scelte – fuori Bonaventura e non Bertolacci, dentro Suso e Nocerino (entrambi in partenza) invece di Montolivo – vengono ahinoi confermate dai primi 45’ di recita rossonera, del tutto indistinguibili per squallore dalla gestione Inzaghi. All’Empolino di Giampaolo basta piazzare un uomo in pressing su De Jong, al solito impresentabile da vertice basso del rombo, per sterilizzare completamente la già micragnosa manovra dei rossoneri, costringendo il povero Diego Lopez allo sdoppiamento di ruolo. portiere e playmaker, coi risultati che è facile immaginare. Rispetto all’anno scorso, se non altro, il Milan può contare su due attaccanti di grande livello, che quasi stonano al confronto con il resto della squadra; ed è da un gioco a due di Luiz Adriano e Bacca, nient’affatto a caso, che nasce al 16’ il gol dell’immeritato vantaggio milanista: verticalizzazione al bacio del brasiliano per la progressione micidiale dell’ex Siviglia, che resiste alla carica di Tonelli, scarta Skorupski e deposita in rete il suo primo gol ufficiale da rossonero. L’1-0 dura 4’ minuti, giusto il tempo all’Empoli di palesare tutti i limiti organizzativi di un centrocampo orrendo: bravi Maccarone e l’ex Saponara a confezionare il pareggio, tragicomica la disposizione dei vari De Sciglio, De Jong e Zapata. San Siro s’innervosisce e inizia a invocare “undici leoni” (siamo solo alla 2.a giornata, probabilmente un record), prendendosela al contempo con un Bertolacci inverecondo, già simbolo suo malgrado di una campagna-acquisti ritenuta dalla Sud deficitaria a dir poco per colpa di Galliani. Le cose non migliorano col passare dei minuti, anzi: sono i toscani, gli stessi che ne avevano prese tre settimana scorsa in casa dal Chievo, a sfiorare a ripetizione il raddoppio, soprattutto con Pucciarelli, e l’intervallo arriva quasi come una benedizione per l’esterrefatto pubblico di casa.

Negli spogliatoi ci rimane Nocerino, e in campo, un po’ a sorpresa, ecco il neoacquisto Juraj Kucka, nonostante il paio di allenamenti coi nuovi compagni nelle gambe. Il cambio non sortisce gli effetti sperati (quali, precisamente?) ed è l’Empoli, tanto per gradire, a costringere subito Diego Lopez a un plastico intervento su botta dal limite di Croce. Al 10’, finalmente, il tecnico serbo decide di lanciare Jack Bonaventura al posto di Suso: non è certo Zidane, l’ex atalantino, ma rispetto all’etereo spagnolo praticamente lo diventa. Dopo un’altra occasione sciupata da Pucciarelli, è proprio il numero 28 a disegnare la parabola dalla bandierina che Luiz Adriano, complice un’uscita sbagliata di Skorupski, trasforma nell’imperioso colpo di testa che vale il 2-1 a metà ripresa. Grande esultanza per il brasiliano, al secondo gol in due gare davanti al suo nuovo pubblico, e quasi sembra di sentire San Siro sospirare di sollievo come un unico, sconfinato polmone. Da lì in avanti, infatti, l’Empoli non riesce più a impensierire la retroguardia rossonera. Il Milan, ovviamente, ricambia il favore, tenendosi a distanza di sicurezza dal 3-1, onde non provocare eccessivamente i numi del calcio, e arrancando verso i primi, preziosissimi tre punti della stagione al termine di 20’ di “gioco” di cui nessuno si ricorderà nulla. Miha può respirare: ora ha due settimane per provare a mettere insieme una squadra accettabile prima del derby.