La data del closing si avvicina. Il Milan è ad un passo dalla cessione alla cordata cinese guidata dalla Sino urope Sports. La data giusta è quella del 13 dicembre e Berlusconi mostra di non avere rimpianti rispetto alla sua scelta.

“Non sono pentito. Ormai il calcio è cambiato e la vendita era la cosa giusta da fare. Scelta dolorosa, ma inevitabile”, ha spiegato l’ex cavaliere. “Ho fatto di tutto per lasciare il club in mano italiane. Ho cercato di organizzare una cordata, poi un azionariato popolare sul modello di eal Madrid e Barcellona, ma non c’è stato nulla da fare”.

“D’altronde è il mondo del pallone che non è più lo stesso. Sono entrati i capitali facili dall’estero. Soldi dall’Arabia, dalla Cina. Era difficile sottrarsi a questa dinamica”.

Berlusconi avrà comunque un futuro nel club? Sì, o meglio, forse. Per lui è pronta la carica di presidente onorario, ma dipenderà da come i cinesi interpreteranno questo ruolo.

“Resto solo se posso incidere con ke mie decisioni. Parlo di acquisti, cessioni e tattica in campo. I cinesi mi hanno chiesto di rimanere. Lo farò solo se posso essere utile, altrimenti…”.