Le pagelle commentate di Milan-Chievo 2-0, anticipo della 6.a giornata di Serie A 2014-2015.

ABBIATI ng: il fatto che gli avversari non calcino mai con pericolosità verso la porta non significa che la porta rossonera sia al sicuro, visto che nemmeno a Cesena era successo eppure dopo 10’ il Milan era sotto di un gol. Comunque, per stasera la formuletta ha funzionato davvero: il Chievo non tira, Abbiati non para, il Milan non trema

ABATE 7: altra prova di qualità per quello che i più increduli hanno iniziato a soprannominare Ignazio Carlos, macina la fascia con irruenza e continua a rifornire gli attaccanti di palloni preziosi. Se fossimo in una puntata di Fringe, alla fine scopriremmo che un metamorfo proveniente da un’altra dimensione si è impadronito della sua carcassa durante l’estate

RAMI 5.5: Paloschi è un avversario fastidioso, perché ringhia e guizza in continuazione e per uno della sua stazza non è semplice stargli al passo. Comunque lo contiene; i veri problemi se li crea da solo, con un paio di disimpegni suicidi che potevano costare carissimo

ALEX 6.5: è di un’altra categoria rispetto ai suoi compagni e la cosa è evidente nonostante l’età e le condizioni atletiche non perfette. Non commette mai errori e cerca di riparare a quelli dei suoi compagni

DE SCIGLIO 6: batte con buona costanza l’out mancino, senza l’incomprensibile timidezza che ne aveva caratterizzato le prime uscite stagionali. In via di ripresa, finalmente

BONAVENTURA 6.5: inspiegabilmente schierato da Inzaghi come mezz’ala destra, riesce a farsi valere ugualmente grazie alla sua innata versatilità. Ancora meglio, ovviamente, quando viene finalmente riportato a sinistra: giocatore completo e intelligente, la miglior scoperta dell’anno in casa Milan

DE JONG 5.5: d’accordo, la disposizione tattica non aiuta, ma nel marasma del primo tempo s’intravedono anche le sue responsabilità, non riesce a tener uniti i reparti e soffre tremendamente il pressing dei tre attaccanti clivensi quando c’è da far ripartire l’azione. Non ci si inganni, resta pur sempre un gregario di lusso

MUNTARI 5: Sulley è così, è capace di sbloccare una partita complicata con il suo tiro a voragine annuale (ne aveva firmato uno a Pescara e uno a Torino nelle precedenti due stagioni) e di beccarsi un’insufficienza perché la sua prestazione è stata francamente orribile

(ESSIEN ng)

HONDA 7: era piaciuto già prima del gol, anzi a dire il vero era stato tra i pochi a salvarsi anche nella prima frazione. Non è il massimo della mobilità, ma ha già maturato una buona intesa con Abate ed è sempre pronto a buttarsi dentro sui cross dalla fascia opposta. E poi, naturalmente, c’è il gioiello su punizione che lo trasforma nel capocannoniere rossonero con 4 reti in 6 partite

(POLI ng)

TORRES 5: non ci siamo ancora, lo spagnolo dà l’impressione di essere ancora in netto ritardo di condizione: le intenzioni ci sono, manca lo spunto (vedasi il ritardo sul taglio sul primo palo, dopo azione dalla sinistra di Menez) e anche un pizzico di determinazione in più. Inzaghi lo toglie dopo 75’ e lui non gradisce, ma stavolta ha ragione il tecnico. Avrà tante altre occasioni, ma occorre una scossa

(EL SHAARAWY 6: una ventina di minuti di voglia e buoni propositi)

MENEZ 7: isolato sulla fascia, gioca un primo tempo irritante per l’ostinazione quasi infantile con cui cerca unicamente l’azione personale, ignorando troppo i compagni di reparto, come se fosse una ripicca nei confronti dell’allenatore. Verso il 40’ Inzaghi si arrende e lo rimette al centro delle operazioni, e per il francese (e per il Milan) inizia un’altra partita: nella ripresa, infatti, non lo tiene più nessuno. La sentenza è definitiva, deve giocare al centro, come prima o seconda punta poco importa

INZAGHI 6: insistere nel dirottare il suo giocatore migliore in una posizione in cui si autolimita, un po’ per caratteristiche e un po’ per capriccio, ci è sembrata una mossa comprensibile (voleva dar più qualità al centrocampo, arretrando Bonaventura) ma ben poco condivisibile, visto che il tentativo era già naufragato a Empoli. E, come al Castellani, anche contro il Chievo è stato costretto a rimangiarselo dopo nemmeno un tempo. Tarda troppo a cambiare Muntari, deleterio per tutto l’incontro (gol a parte). A parte questo, il Milan della ripresa non è affatto dispiaciuto

PAGELLE CHIEVO: Bardi 7; Frey 5.5, Zukanovic 6, Dainelli 6, Biraghi 6.5; Hetemaj 6, Cofie 5 (Bellomo ng), Radovanovic 5; Birsa 5.5 (Lazarevic 5), Paloschi 5.5, Maxi Lopez 6 (Meggiorini 5). All. Corini 5