Ricardo Kakà festeggia nel migliore dei modi le sue 300 candeline rossonere, trascinando il Milan al facile successo interno contro il Chievo con una deliziosa doppietta, dopo l’iniziale graffio di Mario Balotelli. Si tratta della seconda vittoria consecutiva per i rossoneri, con 7 punti in saccoccia nelle ultime 3 gare: molto più che una boccata d’ossigeno per Clarence Seedorf, che presumibilmente potrà giocarsi tutte le sue carte da qui fino a maggio per guadagnarsi la riconferma. Considerato a che punto si era giunti non più di 14 giorni fa, anche un orizzonte così limitato sembra mare aperto.

Rinfrancato dalla bella e inattesa vittoria di Firenze, il Milan, che Seedorf lascia inalterato a parte i cambi resi necessari dalle squalifiche (Emanuelson per Constant e Zaccardo per Mexes), parte con la faccia giusta anche contro il Chievo e al 4’ è già in vantaggio. Sugli sviluppi di un corner, Rami raccoglie palla vicino alla linea laterale destra e la scodella tesa a centro area per l’elegante deviazione acrobatica di Balotelli che fa secco Agazzi. Il Chievo sbanda e i rossoneri vanno vicini al raddoppio, prima con una rasoiata da 20 metri di Taarabt, respinta coi pugni dal portiere clivense, e quindi con un destro di Balotelli deviato in corner da Sardo. Un paio di incertezze difensive di Emanuelson mandano in partita anche i gialloblu, che tuttavia non vanno oltre un paio di conclusioni non troppo insidiose di Bentivoglio. In compenso il Milan fa male, eccome, quando riparte. Particolarmente efficace risulta l’asse Taarabt-Kakà, che s’invertono spesso posizione e tagliano a fette la difesa di Corini. Decisamente meno positivo l’impatto di Honda, che continua a sembrare un oggetto avulso dalla squadra. Ma è proprio il giapponese a innescare l’azione del 2-0, poco prima della mezz’ora: suo il cross dalla sinistra che capitan Kakà addomestica di petto prima di infilzare Agazzi con un destro ravvicinato. Gran classe del brasiliano, ma la dormita di Agazzi, che resta inchiodato sulla linea di porta invece di raccogliere il lento spiovente di Honda, è decisiva. Al 38’ i rossoneri confezionano la miglior azione non solo del match, ma forse dell’intera gestione Seedorf: manovra avviata da un preziosismo di Kakà, rifinita da Taarabt, perfezionata da Balotelli e buttata nel cassonetto da Honda, che calcia alto in perfetto stile Robinho da non più di tre metri di distanza.

Il match, già pesantemente indirizzato dal 2-0 della prima frazione, si conclude de facto dopo meno di dieci minuti della ripresa. Ci pensa Kakà ad archiviare la pratica con un gol di lucente bellezza: il brasiliano raccoglie all’altezza del vertice sinistro dell’area una corta respinta della difesa clivense, dopo che Agazzi aveva tolto dalla porta una capocciata a botta sicura di Paperino Honda, e con un destro a giro va ad accarezzare l’incrocio dei pali opposto. E, per una volta, i decibel di San Siro schizzano in alto in segno di gioia. Mancano ancora 35’ abbondanti alla chiusura della gara, un tempo che i rossoneri occupano con un ameno cazzeggio intervallato da qualche gol mangiato a firma Taarabt, Honda e Balotelli; e nel recupero si iscrive alla contesa anche il Chievo, con Thereau che si procura un calcio di rigore e poi lo spreca, calciandolo contro la traversa. In mezzo, la passerella concessa da Seedorf all’amico tricentenario, con San Siro che s’alza in piedi a salutare il custode del tempio. Sperando di poterlo fare anche l’anno prossimo.