Al Milan basta una rete di Luca Antonelli al 7’ della ripresa per superare il Chievo e centrare la seconda vittoria consecutiva in campionato col minimo sforzo dopo quella contro il Sassuolo. Ma se domenica i tre punti erano stati l’unico lato positivo del match, stavolta Mihajlovic si porta a casa il primo zero stagionale alla voce “gol subiti”, nonché un secondo tempo gagliardo, almeno sul piano dello spirito e delle occasioni da rete; e questo è vero soprattutto in relazione al deprimente spettacolo offerto nei primi 45’ di gioco.

In effetti, la tentazione del povero cronista sarebbe quella di lasciare completamente vuoto lo spazio dedicato al commento del primo tempo, vuoto come buona parte dello stadio, vuoto come il cranio collettivo della squadra di Mihajlovic. Senza scherzi: a parte la pioggia, non succede praticamente nulla. Il Milan prova a fare la partita, ma è come osservare un gruppo di babbuini che provano ad assemblare un motore per aeroplani senza nemmeno il libretto di istruzioni (che non sarebbero comunque in grado di leggere). Non è solo inettitudine dei giocatori, ovviamente, né solo la mancanza di spina dorsale: manca totalmente uno spartito, o anche una brutta copia di uno spartito, e allora la colpa non può che essere dell’allenatore. Non a caso, l’unico in grado di combinare qualcosina è Alessio Cerci, ovvero l’elemento più avulso dal concetto di squadra: lui fa sempre tutto da solo e almeno crea trambusto sul suo lato di campo. Da lui provengono le uniche iniziative vagamente pericolose dei rossoneri nei primi 45’: un cross da destra per la testa di Bertolacci alta sopra la traversa; una conclusione a giro sul palo lontano un metro fuori dallo specchio. Stop. E così, l’unica parata del primo tempo, tutt’altro che difficile peraltro, la deve effettuare Donnarumma, su capocciata di Pellissier (44’). I fischi di San Siro sono l’unica conseguenza possibile per una simile brodaglia, anche se forse un silenzio atterrito sarebbe stato perfino preferibile.

Il serbo si dev’essere presentato negli spogliatoi armato di tenaglie, schiacciapollici e cavi elettrici: complicato spiegare altrimenti la metamorfosi conosciuta dal Milan nella ripresa. Oh, il Bayern Monaco è un’altra cosa, con buona pace di Silvio Berlusconi, ma perlomeno si è vista una squadra convinta di volere e potere vincere una partita casalinga contro il Chievo. Il primo squillo arriva con De Sciglio, che scaglia il primo tiro in porta della gara dopo 12’’ di gioco. Al 5’ Juraj Kucka costringe Bizzarri a uno straordinario intervento con un colpo di testa su punizione di Bonaventura. E’ il preambolo al gol-partita, che giunge due minuti più tardi: bella iniziativa di Bertolacci sulla destra, cross troppo lungo per Bacca ma Bonaventura è bravo a rimetterlo in gioco con un bel filtrante, ed è ancora più bravo il colombiano a servire indietro per l’accorrente Antonelli, che di piattone destro trova l’angolino lontano. Il vantaggio sembra sbloccare psicologicamente i rossoneri, che finalmente trovano anche qualche buona trama, approfittando dei maggiori spazi lasciati dalla squadra di Maran. Botta e risposta al 21’ e 22’: Kucka sfiora ancora il gol con un violento destro dal limite fuori di poco, sul ribaltamento di fronte Donnarumma si fa perdonare l’errore di domenica, chiudendo la luce a Paloschi. Cerci arriva tardi sullo splendido suggerimento di Bonaventura (27’), quindi è lo stesso 28 a mandare alto di poco con una girata dal limite su assist di Alex. C’è spazio addirittura per un’azione oggettivamente da applausi: magnifica apertura no look di Jack per Bertolacci, che dalla sinistra prova a servire Bacca per il tap-in a porta vuota, ma il colombiano è in ritardo di un millesimo di secondo. Peccato. Poco prima del 90’ è Kucka, attaccante più pericoloso del Milan nella ripresa, a sfiorare in altre due occasioni il gol del raddoppio. Che non arriva, e costringerà i tifosi rossoneri a rischiare l’embolia su un’uscita a vuoto di Donnarumma in pieno recupero, ma fortunatamente l’azione viene fermata per fallo di Pinzi. Finisce 1-0 e soprattutto finisce in crescendo la performance del Milan, un viatico consolante in vista dello scontro con la Lazio di domenica. La zona Europa League dista ora solo due punti, anche se non è ancora tempo di guardare la classifica.