A metà del secondo tempo di Milan-Catania (foto by InfoPhoto), la corsa all’ultimo posto buono per la qualificazione alla prossima Champions League sembrava essersi colorata di viola: il gol di Bergessio, infatti, aveva riportato in vantaggio gli etnei e non si riusciva a vedere come il Milan avrebbe potuto ribaltare il risultato, considerando quanto aveva sprecato fino a quel momento. Per sua fortuna (è il caso di dirlo), Allegri ha tirato fuori dal cilindro un coniglio di nome Pazzini, ed è stato proprio l’ex centravanti viola, con una doppietta nel giro di tre minuti, a girare quella che aveva tutta l’aria di essere la classica partita stregata e regalare ai rossoneri una vittoria d’importanza cardinale.

Il 4-2 di San Siro, infatti, riscrive per l’ennesima volta le gerarchie minime per ciò che riguarda la volata europea. Nel pomeriggio, infatti, la Fiorentina di Montella aveva passeggiato a Marassi, imponendosi per 3-0 e dimostrando di attraversare un momento di forma eccellente; di conseguenza, rossoneri si sono trovati a scendere in campo contro l’imprevedibile Catania con il peso psicologico di una classifica parziale che li vedeva momentaneamente fuori dall’Europa che conta. L’atteggiamento positivo di Balotelli e compagni è stato frustrato dalla serata di grazia dell’esordiente Frison, autore di almeno tre o quattro interventi decisivi, tra cui una strepitosa deviazione sulla traversa di un siluro terra-aria di Boateng; e, soprattutto, dal gol di Legrottaglie nell’unico tiro in porta della squadra di Maran nel primo tempo. Il pareggio allo scadere della prima frazione di Flamini (terzo gol consecutivo per il francese) posticipa di una ventina di minuti lo psicodramma di massa che si sarebbe consumato al 20’ della ripresa, quando Bergessio conclude con un delizioso cucchiaio una micidiale ripartenza orchestrata da Barrientos, dopo che i rossoneri erano riusciti a sprecare un altro paio di ottime occasioni.

La disperazione di Allegri (sostenuto con cori e striscioni dalla Curva) si traduce in un Pazzini-per-Nocerino che dà frutti perfino insperati. Il Pazzo serve subito un assist che El Shaarawy spreca malamente, confermando la sua clamorosa involuzione realizzativa (due gol nel girone di ritorno). Poi decide di mettersi in proprio e mai idea fu migliore, perché nel giro di tre minuti strappa il Milan dalla terra dove si era seppellito con le sue mani, risolvendo con rapidità rapace due mischie in area. Nel recupero, un rigore così così di Balotelli chiude definitivamente il discorso. Allegri si mette in tasca tre punti pesantissimi e continua a tenersi alle spalle Montella: a quattro gare dal termine un punto non è niente, ma l’inerzia emotiva è tornata nuovamente a favore dei rossoneri.