E’ passato in poco tempo dall’essere un giocatore assolutamente da tenere a terza (se non quarta…) scelta difensiva: la parabola discendente di Adil Rami al Milan prende corpo e, per ora, non sembra avere una fine. Una storia d’amore nata a luglio, quando l’ex difensore del Valencia si era anche decurtato lo stipendio pur di rimanere in seno ai rossoneri. Il motivo? I sei mesi precedenti avevano fatto credere al francese che il Milan fosse l’ambiente giusto per ripartire, ricarburare e, magari, tornare anche ad alti livelli. Un contesto perfetto, ma alla fine la scelta si è rivelata sbagliata. Per ora.

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Primo scoglio, le amichevoli estive. Rami non ha brillato, è sembrato spesso spaesato, deconcentrato, a volte in balia degli avversari. I dieci gol subiti in tre partite sono stati spesso colpa sua. A questi si uniscono le difficoltà incontrate nell’integrarsi con Alex, ritenuto da Inzaghi l’unico vero intoccabile della difesa. Da lì il gioco delle coppie, con la prima accoppiata Alex-Rami sostituita da l’affiancamento di un difensore più veloce (Zapata o Bonera). Un errore di valutazione? Non penso, visto che il difensore francese, quando arrivò a gennaio 2014, fece subito vedere grandi cose e, a conti fatti, fu una delle sorprese positive della scorsa stagione. E’ passata una sola giornata di campionato, quindi di tempo ancora ce n’è. Certo è che Inzaghi avrà molto da lavorare, perché Alex, Rami, Zapata, Bonera e Mexes partono tutti sullo stesso piano.

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