L’effetto-Brocchi, ammesso che ne sia mai esistito uno, è già svanito, e ovviamente non per colpa del giovane tecnico. Nemmeno al ritorno il Milan riesce a superare il Carpi, concedendo il bis anche sotto il profilo del punteggio e delle emozioni: 0-0 il risultato finale, esattamente come in Emilia, al termine di una gara narcotica per 75’ e che deve quel poco di brividi nel finale alla stanchezza e agli errori dei giocatori, e per i rossoneri i punti di vantaggio sul Sassuolo restano solo quattro a quattro turni dal termine. Un’occasione sprecata dal punto di vista della classifica, oltre che l’ennesima conferma della pochezza della rosa.

La novità più interessante della serata è il ritorno di Kevin-Prince Boateng a San Siro dal 1’, a tre anni di distanza dall’ultima volta contro la Roma. Brocchi lo schiera dietro le punte Bacca e Balotelli, nella posizione gradita al grande capo, anche se poi gli concede la libertà di andarsi a trovare spazi sugli esterni; missione che, in realtà, si rivela più complicata del previsto, nonostante sia del Boa il primo e unico tiro in porta milanista di tutto il primo tempo (6’, parata a terra di Belec). In effetti, nonostante il Milan cerchi di seguire, per quanto possibile, le istruzioni ricevute negli ultimi 10 giorni dal suo nuovo tecnico, i risultati non possono dirsi esaltanti. La squadra tiene palla molto più a lungo di prima, questo va detto, ma il possesso fine a se stesso non ti fa vincere le partite, serve qualità nel palleggio e nell’ultima giocata, e di qualità in campo ce n’è pochina, esattamente come accadeva con Mihajlovic. I rossoneri schiacciano il pedale tra il 10’ e l’15’, costruendo un paio di combinazioni perfino pregevoli dal punto di vista estetico, che portano alla conclusione prima Bonaventura (11’, tiro da fuori deviato a lato da Bacca) e poi con lo stesso colombiano, che calcia alto dopo un bello scambio con Boateng (14’). Ma è un fuoco di paglia, i ritmi tornano immediatamente a essere blandi, il gioco stagna per vie centrali e il Carpi di Castori, serenamente blindato dietro il suo 3-5-1-1 (in realtà un 5-4-1 in fase difensiva), non soffre mai. Solo nel finale di tempo arriva qualche brivido per la squadra emiliana, con un colpo di testa di Alex su corner di Balotelli alto sulla traversa (43’), e un tiro-cross di Boateng sul quale Belec si immola e Balotelli viene ingiustamente ammonito per fallo sul portiere (46’). Un dato che dice molto sul livello di divertimento del pubblico: tiri in porta, 1-0 per il Milan.

Si spera che qualche tipo di incantesimo da spogliatoio possa aver rianimato il Milan nella ripresa, ma sarebbe troppa grazia in un’annata come questa. Anche nei secondi 45’ l’andazzo resta immutato, coi rossoneri concentrati nel possesso palla che tanto piace al presidente, e armati di spade di gommapiuma quando si tratta di affondare i colpi e far male agli avversari. Il pubblico inizia a innervosirsi e prende di mira i soliti noti: prima Boateng, la cui prova da numero 10 avrà fatto venire il verme solitario al povero Savicevic, ancora una volta presente in tribuna a fianco di Galliani; e, dopo la benedetta sostituzione del ghanese con José Mauri, con Montolivo, letargico come poche altre volte. Dicevamo di José Mauri, alla sua prima presenza “vera” dopo i minuti di recupero concessigli da Sinisa contro il Chievo: se vogliamo trovare una nota positiva alla serata rossonera, la prova del giovane argentino è sicuramente una candidata. Nulla di straordinario, sia chiaro, ma perlomeno ci ha provato, con tanta grinta e qualche bell’inserimento, e non è un caso che sia stato suo il primo tiro verso la porta di Belec tentato dal Milan nel secondo tempo (colpo di testa a lato di poco su cross di Abate, 29’). Poco prima era arrivato anche il cambio di Bacca per Menez, col colombiano uscito furibondo dal campo, e a 3’ dalla fine sarà anche la volta dell’esordiente Locatelli per Poli: nessun effetto visibile, col francese che irrita tutti col solito atteggiamento indisponente. Nel finale di gara, col Milan proiettato in avanti alla ricerca del gol, il Carpi ha la possibilità di colpire in ripartenza, e Mbakogu e compagni si fumano due contropiedi in superiorità numerica. Il Milan reclama un rigore per un fallo di mano di Sabelli su cross di Poli (poteva starci), e a 2’ dal termine costruisce casualmente l’occasione migliore del match: cross di Balo, testa di Antonelli, Belec respinge male ma Alex sciupa il tap-in vincente, calciando in bocca al portiere. E sul ribaltamento di fronte il Carpi va a un centimetro dalla beffa: Crimi ruba palla a Montolivo e scarica in porta di sinistro, costringendo Donnarumma, che non aveva ancora toccato palla con le mani, alla splendida deviazione sopra la traversa (45’). I 5’ di recupero non servono a nulla, la gara finisce com’era iniziata. Ma almeno il Milan ha avuto l’82% di possesso palla: Berlusconi sarà contento.