Una rete di Giaccherini a 8’ dalla fine esalta il Bologna operaio ma coraggioso di Donadoni e condanna il Milan a una Befana da incubo, esattamente come l’anno scorso, quando il kappaò interno con il Sassuolo rappresentò l’inizio della crisi irreversibile della squadra di Inzaghi. Sinisa Mihajlovic potrà prendersela con la sfortuna, perché i rossoneri hanno sprecato di tutto davanti a un Mirante in versione miracolosa, ma questo non basterà a salvarlo dalla grandinata di critiche, esterne e interne, che gli pioverà sulla capoccia.

Sia chiaro, almeno per ciò che riguarda la gara di oggi, le responsabilità del serbo sono meno evidenti di quelle dei suoi giocatori: se Bonaventura, Niang e Bacca si fanno ipnotizzare a più riprese dal portiere avversario in beata solitudine, e se al contempo Mexes incappa in una di quelle sue giornate in cui sarebbe più facile chiedere concentrazione a una banda di hippy strafatti di acido, o se Abate ispira il contropiede decisivo (ma degli avversari), l’allenatore può farci poco o nulla. D’altra parte, l’aver scelto Alessio Cerci – un giocatore in crisi nera, praticamente già venduto e inviso al pubblico – al posto di Honda per l’assalto finale (e non Luiz Adriano) è qualcosa di difficilmente comprensibile e men che meno giustificabile, e il fatto che proprio l’ex granata si sia divorato due gol mostruosi sullo 0-0 assomiglia tanto a un segno del destino. Un destino crudele e implacabile, come quello che potrebbe presto abbattersi sulle sue spalle, visto che Milan-Bologna era stata definita da Adriano Galliani “la partita della possibile svolta” e che invece ha finito per essere una trappola mortale.

Il Bologna, da parte sua, non ha rubato assolutamente nulla, anzi. Roberto Donadoni, quello che i vertici del Milan ritengono troppo poco chic per poter guidare l’ammiraglia presidenziale, ha costruito in un paio di mesi un meccanismo quasi perfetto, una squadra vera che non ha paura di giocarsela a viso aperto a San Siro, non trema quando va in difficoltà e non smette mai di cercare il bersaglio grosso quando ne intravede la possibilità. I rossoblu hanno sofferto, hanno rischiato, sono stati salvati da Mirante, ma non hanno mai smesso di credere nella vittoria, come testimoniano le numerose occasioni create soprattutto nel finale di gara, quando le due squadre si erano ormai inevitabilmente allungate. E il gol di Giaccherini è il giusto premio per un bergamasco sobrio che parla poco e lavora molto.