Cori razzisti contro Kevin Prince Boateng e gli altri giocatori di colore del Milan (Emanuelson, Muntari, Niang) e il Boa, dopo 26 minuti di gioco, prima ha cercato di calciare la palla sugli spalti quindi ha infilato la porta degli spogliatoi e abbandonato il campo, imitato dai compagni di squadra. E’ finita così l’amichevole in corso allo Stadio Speroni di Busto Arsizio: dopo circa 30 minuti di gioco il calciatore, stanco dei buu razzisti e dei cori di scherno, ha reagito agli insulti calciando la palla contro le barriere di protezione. L’amichevole è stata subito sospesa: i suoi compagni hanno cercato di calmarlo e di allontanarlo dagli spalti. Poco dopo Boateng (nell’immagine Infophoto) ha lasciato il campo di gioco ed è rientrato negli spogliatoi. La gara non è più ripresa. Gli altri tifosi si sono dissociati dai cori razzisti e di scherno.

La questura di Varese, in serata, ha annunciato di aver «individuato tutti i soggetti collocati nel settore da cui sono provenuti i cori nei confronti dei giocatori di colore del Milan». Tra le più arrabbiate Barbara Berlusconi che ha parlato di “tolleranza zero per episodi come questo, le partite vanno sospese subito, anche in campionato. Non si può far sempre finta di non vedere e non sentire“. Infine, con una nota sul sito ufficiale, l’A.C. Milan ha chiesto di isolare le frange estreme del tifo italiano: “Busto Arsizio – si legge nella nota – è una cittadina operosa e civile. Su questo non ci piove e non si transige. Il Milan ci tornerà: volentieri e a testa alta. Ma i buu razzisti piccoli piccoli di oggi non potevano rimanere impuniti. A condannarli la vergogna che si deve saper provare quando, a causa di pochi, si sottrae a molti un sereno pomeriggio di sport”.

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