Si è da poco conclusa l’assemblea dei soci del Milan, in coda a uno dei CdA più importanti degli ultimi anni, il primo presieduto da due amministratori delegati (anche se quest’oggi Barbara Berlusconi non ha potuto presenziare fisicamente). Molti gli argomenti interessanti, a partire dall’approvazione del bilancio 2013, chiuso in rosso per 15,7 milioni di euro, passando alla riduzione del monte-ingaggi, per finire all’ingresso in consiglio d’amministrazione di Leonardo Brivio, uomo forte di Marina Berlusconi e di Fininvest, con funzioni di controllo di gestione.

Come detto, il bilancio d’esercizio relativo al 2013 si è chiuso con un passivo di quasi 16 milioni di euro, ripianato da Fininvest con 22 milioni di euro (11 in conto capitale, 9 tramite finanziamento). Un risultato peggiore di quello fatto registrare nel 2012 (+4,9 milioni di euro), che tuttavia era stato “drogato” dalle sanguinose cessioni di Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva. In ogni caso, come ha dichiarato lo stesso Galliani, il Milan resta abbondantemente al di sotto dei 40 milioni di euro di passivo fissati dall’UEFA come tetto massimo di rosso consentito, e dunque pienamente in linea col fair play finanziario. Migliora ulteriormente la voce “costo del personale”, che passa da 171 a 144 milioni di euro, con un risparmio di poco meno di 30 milioni (nel 2011 il monte ingaggi era pari a 206,4 milioni di euro), mentre calano drasticamente i ricavi: da 275 a 254 milioni. Questo è sicuramente il dato più preoccupante, dal momento che il prossimo anno non si potrà contare sul bel gruzzolo di milioncini derivanti dalla partecipazione alla Champions League.

Nessuna traccia, ma era nell’aria, di un ulteriore ridimensionamento del ruolo di Adriano Galliani, che resta al suo posto.