Berlusconi che parla con Xi Jinping, segretario del partito comunista cinese e presidente della Repubblica Popolare Cinese, del futuro di una delle sue creature più care: il Milan. Nemesi del berlusconismo, a volerci vedere un segno del fato, il club rossonero al centro di interessi di Stato, ad essere più razionali.

Così come spiega la Gazzetta dello Sport, l’ex Cavaliere parlò del Milan a Xi Jinping, quando, da presidente del consiglio italiano, lo incontrò in uno degli incontri bilaterali. Era il 2009 ed il Capo dello Stato cinese strappò una promessa al numero uno rossonero: “Quando la società sarà in vendita, lei sarà il primo a saperlo“. Pare che, sei anni dopo, Berlusconi abbia mantenuto la parola.

In questi giorni sono dunque fitti i contatti tra Berlusconi e Xi Jinping: in ballo c’è la costruzione del Milan del futuro e non solo, perché nell’affare con la Cina potrebbero entrare Mediaset e la storica holding di famiglia, la Fininvest.

Il numero uno rossonero sembra molto attratto dallo scenario che potrebbe aprirsi attraverso il corridoio di dialoghi con Pechino. Berlusconi, infatti, avrebbe la possibilità di piazzare alla ormai mitica cordata del sol levante, non solo il Milan, ma anche quote di Mediaset, con Fininvest che si lancerebbe alla conquista di fette del vasto mercato tv cinese. Insomma, un Berlusconi che sembra aver tutto da guadagnare dal salvifico intervento del Compagno Xi Jinping.

Le cordate che si stanno annunciando per l’acquisto del Milan sono due“, disse qualche giorno fa il presidente rossonero. Entrambe porterebbero soldi cinesi.

Una, in questo momento più defilata, fa capo a mister Bee Taechaubol: si tratta di una soluzione che non va trascurata, a dispetto delle ultime parole di Berlusconi, rilasciate nel corso di una intervista a Telenord… “Non vado in cerca di chi vede nel Milan un mezzo per acquisire notorietà“, frase che a molti è sembra una autentica stoccata al tycoon thailandese.

Mister Bee ha dalla sua i capitali della Citic Securities, banca fondata nel 1995 con sede a Shenzhen, cuore di quella che è considerata la silicon valley cinese.

E poi ci sono i (al momento) misteriosi amici di Xi Jinping. Una cordata che, al contrario di mister Bee sembra lavorare sottotraccia.

E’ impossibile competere con chi può permettersi di spendere 250 milioni di euro l’anno, come fa il presidente del Paris Saint Germain“, disse qualche giorno fa Berlusconi. Che ora spera che dalla Cina arrivino quelle cascate di soldi in grado di diradare le nubi sul futuro rossonero. Un futuro più rosso che nero.