È un Berlusconi a tutto campo, quello che è intervenuto in mattinata a Radio Radio. Il numero 1 rossonero ha toccato tutti i punti di maggior interesse per i tifosi milanisti, senza nascondersi dietro un dito. Soprattutto per quanto riguarda la trattativa-fiume con i cinesi, il Cavaliere ha dichiarato di essere «preoccupato che la negoziazione vada troppo per le lunghe ci sono diverse grandi società cinesi che hanno manifestato l’interesse per la proprietà del Milan, società che hanno anche partecipazioni statali e sono loro che si stanno confrontando per veder quale percentuali attribuirsi. E poi la seconda cosa è che chi mi sostituirà deve fare investimenti per portare il Milan in vetta in Italia, Europa e nel mondo, ci deve essere la sicurezza che il Milan torni grande protagonista del calcio mondiale. Io presidente se si vende? Me lo hanno offerto dicendo che io sono un brand importante e molto conosciuto, resterei presidente per 2-3 anni».

Il presidente del Milan ha poi rivelato che in giornata ci sarà un incontro piuttosto importante con gli azionisti del club, in cui si parlerà proprio della vendita societaria, analizzando scenari e possibilità. Berlusconi ammette che potrebbero esserci problemi, non è assolutamente certo che la trattativa possa andare in porto. Qualora dovesse andare così, il patron rossonero ha già pronta la soluzione: «Se queste negoziazioni non vanno nelle direzioni che auspichiamo ripartiamo da capo con il Milan ed il progetto che io ho appalesato è quello di un Milan che chiede ai suoi tifosi di avere pazienza ripartendo dai giovani del vivaio con una squadra compatta e con grande fame di vittoria. Credo si possa ripetere quello che è accaduto in Inghilterra con il Leicester».

Il concetto espresso sui tifosi viene poi rafforzato in un altro passaggio, in cui – sempre in modo elegante – Berlusconi sottolinea una certa ingratitudine da parte del pubblico dopo anni di grandezza mondiale: «I tifosi non hanno memoria e si sono dimenticati dei pranzi a caviale e champagne, ma li capisco perche l’amore per il Milan ti porta all’attuale irriconoscenza per chi è stato alla base di quei successi. Abbiamo avuto un periodo meraviglioso, abbiamo goduto di tante vittorie e con 28 trofei internazionali conquistati, io credo che dobbiamo mantere questa abitudine, trovare soluzioni che facciano del Milan un protagonista in Italia, in Europa e nel mondo».

Non poteva poi mancare un riferimento all’attuale allenatore, Brocchi, che a quanto pare avrebbe la certezza di restare solo in caso il Milan restasse nelle mani di Berlusconi: «Non posso dare una risposta perché dove ci sia un passaggio di proprietà saranno loro a decidere al riguardo. Ho sentito nomi molto ambiziosi, io ho molta stima di Brocchi che è persona seria e capace e se dovessimo procedere con la seconda ipotesi e cioè un Milan di giovani sarebbe Brocchi quello prescelto». Il numero 1 rossonero prova a spiegare la mancanza di successi nel Milan degli ultimi anni: «Non credo che la colpa sia solo degli allenatori, ma negli ultimi 4 anni ho perso molta serenità, sono stato attaccato in modo duro e ho subito ben 73 processi. Certamente negli ultimi tempi non sono potuto stare vicino al Milan. La squadra di questo campionato - continua – mi ha fatto soffrire ma basta vedere come abbiamo giocato la finale di coppa Italia con la Juve per capire che abbiamo una rosa capace di fare moto di più di quello che ha fatto nel corso del campionato. Da parte mia c’è stata la mancanza di poter stare in mezzo alla squadra. Il fatto che sono stato espulso dalla politica con una sentenza impossibile ha inciso su di me sul mio tempo e sulla mia capacità di positività nei confronti degli altri».

Chiusura sui suoi pupilli, Maldini e Van Basten, e su eventuali giocatori che gli sarebbe piaciuto vedere in maglia rossonera: «Maldini e Van Basten sono quelli a cui sono più affezionato. Per quanto riguarda i giocatori che non ho preso, non ce ne sono, perché tutti i giocatori che volevamo li abbiamo presi».