Altra stagione, altra delusione, si direbbe dalle parti di Casa Milan con un club che sembrava dovesse essere finalmente deputato alla svolta, dopo un lustro di magra, con l’avvento sulla panchina di Sinisa Mihajlovic e tante belle e onerose operazioni di mercato, ma che in realtà, a conti fatti – ovvero con un sesto posto attuale, a 6 punti di distanza dai cugini nerazzurri, e un finale di campionato dall’esito indecifrabile – ha sconfessato le aspettative.

Proprio il futuro del Milan, questioni finanziarie a parte (ovvero l’eterna trattativa per la cessione delle quote con Bee Taechaubol), è l’argomento in oggetto in un’intervista rilasciata dal presidentissimo Silvio Berlusconi che ai microfoni di Radio Radio ha illustrato un percorso biforcuto per il Diavolo che verrà: “Abbiamo due soluzioni davanti: quella di un gruppo che possa entrare nella compagine azionaria del Milan portando dei capitali importanti, oppure c’è un’altra strada, che a me piace molto, di un Milan tutto italiano, con tutti gli atleti che vengano dal vivaio e che facciano una squadra diversa dalle altre, che possa mettere a frutto un tipo di gioco fatto di tecniche lunghissimamente provate in allenamento“.

Decisioni insomma epocali, che potrebbero condurre a due moduli di club diametralmente opposti e che comunque, entrambi, prevedono già una soluzione a breve termine per quanto riguarda l’attuale allenatore: “Per quanto riguarda Sinisa vediamo come finirà la stagione e poi prenderemo le decisioni“. Inutile dire che per questo tipo di decisione peserà moltissimo proprio il finale di campionato e, soprattutto, la finale di Coppa Italia. L’ipotesi di confermare Mihajlovic non sarebbe affatto peregrina, nel caso arrivassero segnali convincenti sul piano di risultati importanti.

D’altronde, come ha tenuto a specificare Berlusconi, né Conte (per ovvi motivi) né Di Francesco “non sono i nomi giusti per il futuro del Milan“. Allora, se qualcosa dovesse andare storto da qui a giugno con Mihajlovic, il presidente fa capire che una soluzione interna potrebbe essere auspicabile. Dunque, se il “Progetto Miha” dovesse naufragare del tutto, il candidato più probabile potrebbe essere l’allenatore della Primavera Christian Brocchi. Un po’ sulla falsariga di Pippo Inzaghi, sempre che non arrivino i soldoni dalla Thailandia.