Il tanto bistrattato Milan di Vincenzo Montella batte i campioni di Germania del Bayern Monaco e questa è già una notizia piuttosto rilevante. È vero, tra le fila della squadra di Ancelotti mancavano parecchi titolari tra infortuni (Robben, Boateng) e reduci da Euro 2016 (Neuer, Müller, Lewandowski, Hummels), mentre il Milan era sostanzialmente quello titolare, ma questo non deve affatto sminuire il valore della vittoria, arrivata ai rigori dopo che i 90 minuti si erano conclusi sul 3-3. Il lavoro di Montella procede bene, si cominciano a intravedere cose interessanti in quest’ennesimo anno zero rossonero: la squadra è un cantiere aperto, è evidente, però s’intravede che tipo di costruzione ha in mente di fare l’allenatore. Mattone dopo mattone, partita dopo partita, Montella sta cercando costruire il suo Milan, anche se di stelle ne ha poche.

Il neotecnico rossonero ha intenzione di proporre sostanzialmente due cose: tenere palla e dominare il gioco. Più facile a dirsi che a farsi, quando davanti hai il Bayern Monaco, che anche se privo dei suoi giocatori più rappresentativi è senza dubbio un brutto cliente per chiunque. Specie se in panchina c’è una vecchia conoscenza del Milan e del calcio italiano in generale, quel Carlo Ancelotti che anche nel 2014 aveva perso contro la sua ex squadra in amichevole. All’epoca allenava il Real Madrid, mentre i rossoneri erano guidati da Inzaghi. Montella, comunque, è riuscito a limitare piuttosto bene gli attacchi dei bavaresi, andando in sofferenza vera soltanto per 15/20 minuti. Per il resto è stata una partita giocata a viso aperto, con i rossoneri che avevano davvero voglia di far bella figura e che alla fine sono riusciti ad alzare il trofeo messo in palio dall’Audi Football Summit. Certo, non è un titolo che resterà negli annali, ma in ottica di crescita della squadra, accresce sicuramente il morale e la convinzione nei propri mezzi. Montella ha piazzato Montolivo come play basso, dirottato Bertolacci sul centrosinistra e messo Niang come punta centrale. Ai suoi lati agivano Bonaventura, indispensabile jolly di tutti gli allenatori che si sono succeduti negli ultimi anni e Suso sulla destra.

Ai tedeschi, come detto, mancavano Hummels e Boateng, che in Germania considerano la coppia di centrali difensivi più forte del mondo, ma è stata l’intera manovra difensiva dei bavaresi ad apparire lenta e prevedibile. Le marcature le apre Niang al 23’, sfruttando un errore di Badstuber, ma la gioia dura appena 6 minuti e Ribery riporta la partita in parità. Al 38’ Alaba porta i bavaresi in vantaggio, ma stavolta è il Milan con Bertolacci a riacciuffare il pareggio in avvio di secondo tempo. Kucka, entrato nella ripresa al posto di Abate segna il gol del momentaneo vantaggio, ma un rigore trasformato da Ribery proprio nel finale vanifica tutto e le due squadre sono costrette ad andare ai calci di rigore. Che stavolta sorridono al Milan, che vince un’amichevole di prestigio e torna a sentirsi grande, almeno per una notte.