Un Milan feroce, concentrato, completamente diverso da quello fragile e svagato visto finora impone l’1-1 al grande Barcellona di Leo Messi, spaventandolo più di quanto fosse lecito attendersi. Diavolo subito in vantaggio grazie a Robinho, servito splendidamente da un ottimo Kakà (foto by InfoPhoto), a metà primo tempo il pareggio della Pulce Mannara. Poi solito, estenuante dominio blaugrana, ma i rossoneri non tremano, concedono il minimo sindacale allo squadrone di Martino e per poco non completano la beffa con Muntari.

Allegri punta su un tridente anomalo, con Robinho falso nueve, Kakà (al ritorno da titolare a San Siro dopo 4 anni e mezzo) sulla sinistra e Birsa a destra. Piano partita, tanto per cambiare quando si gioca contro il Lec… il Barcellona, è sempre lo stesso: doppia cerniera difesa/centrocampo ristretta e via con le ripartenze. Tutta roba collaudata, ma nessuno si sarebbe aspettato un inizio così folgorante da parte dei rossoneri: dopo 6’ Muntari va in gol, sfruttando un’ottima giocata di Robinho tra le linee, ma la posizione del ghanese è leggermente oltre l’ultimo difensore blaugrana; passano altri 3’ e questa volta il Milan va davvero in vantaggio con Robinho, bravissimo a iniziare e a concludere un’azione magnificamente rifinita da Kakà. Rete in salsa merengue. A proposito del brasiliano: Balotelli se ne farà una ragione, ma il pubblico di San Siro non ammirava un campione del genere dal giorno dell’addio di Ibrahimovic e Thiago Silva. Il suo primo tempo è quasi commovente per spirito di sacrificio in copertura e lampi di classe ancora incandescente, nonostante l’età e gli acciacchi. I rossoneri si difendono ottimamente, peccato che quando si ha in campo Zapata e/o Mexes, la scempiaggine è sempre dietro l’angolo. E così, dopo 23’ di attacchi sterili, il Barcellona trova il pareggio grazie a un disimpegno errato del colombiano, che dà libero sfogo al 4 vs 2 blaugrana che Messi suggella con precisione glaciale. Si farà in parte perdonare poco dopo, salvando sulla Pulce Mannara solo davanti ad Amelia. I campioni di Spagna alzano il ritmo, ma si scontrano contro il muro eretto sapientemente da Allegri. Muro che, ovviamente, nulla può fare contro le epifanie di Xavi e Messi: per fortuna dei rossoneri, i loro assist celestiali non sono sfruttati a dovere da Sanchez, che calcia addosso ad Amelia, e Neymar, la cui volée si spegne di un nulla a lato. Il primo tempo finisce in parità ed è un risultato giusto, anche perché pure il Milan aveva avuto la sua ghiotta opportunità con Mexes su azione di corner.

Questa volta è il Barcellona a entrare in campo col piglio giusto, ma è ancora il Milan a sfiorare clamorosamente il vantaggio: tracciante al bacio dalla sinistra di Muntari per Robinho, ma il brasiliano, completamente solo davanti a Valdes, s’incarta come solo lui sa fare e la palla scorre a lato senza che nessuno riesca a intervenire. Il Barcellona suona sempre lo stesso spartito, ma riesce a rendersi pericoloso solo grazie alla fantasia dei suoi solisti. Xavi serve sulla corsa Iniesta, ma Amelia è attento e dice no. La chance più ghiotta la costruisce Messi, che trova il corridoio giusto per Adriano, ma il terzino verdeoro sparacchia malamente a lato. Allegri butta nella mischia Balotelli, ma SuperMario non riesce a incidere. San Siro tributa una standing ovation a Kakà, che, esausto, lascia il posto a Emanuelson. I blaugrana insistono, ma il Milan non cede e a 10’ dalla fine è Muntari, servito da Montolivo, ad avere la palla buona, ma il ghanese, fuori equilibrio, calcia addosso a Valdes. Sterile l’assalto finale blaugrana, Fort Milan regge. Di questi tempi, roba epica o giù di lì.