C’è un grosso punto interrogativo che aleggia sulle teste di parecchi tifosi milanisti alla notizia del ritorno in rossonero di Mario Balotelli. D’altronde, se un giocatore a 25 anni è stato messo bellamente e senza tanti complimenti fuori squadra da un club, come successo dalle parti di Anfield Road ad opera di Brendan Rodgers, allenatore del Liverpool, un motivo ci sarà. E il motivo è proprio Mario Balotelli. Lui. Il fatto di essere ciò che è e di aver dato l’allarmante dimostrazione di non essere cresciuto con gli anni. Un eterno ragazzino schiacciato dalla pressione di un mondo – quello del calcio – che non gli perdona il fatto di avere talento e, soprattutto, di buttarlo via così, senza una ragione.

Parliamoci chiaro, nella (ri)costruzione di una squadra che sembra aver ritrovato un suo assetto, una sua identità, un suo principio organico, con capitali investiti per ricostituire da zero un nuovo attacco (Luiz Adriano, Bacca), la presenza di Balotelli c’azzecca poco o nulla. Però, in tutta franchezza, considerando al netto di tutte le sovrastrutture caratteriali e del personaggio in genere, chi a certe cifre (prestito gratuito e parte dell’ingaggio pagato dal Liverpool) non concederebbe un’altra chance all’ex attaccante azzurro, a un talento così cristallino? Il Milan evidentemente questa domanda se l’è posta, e se non ci fosse stato Mihajlovic a colloquiare col ragazzo nel pomeriggio di Firenze prima del match serale, difficilmente avrebbe afferrato questa chimera.

Però si tratta davvero dell’ultimo treno per tornare ad essere super da parte di Mario. E il Milan questa volta non fa sconti. Non sappiamo quanto valore possa avere e se sia stata effettivamente firmata una scrittura privata tra le parti in sede di sigle contrattuali. Sappiamo che al Milan non è bastata la parola che Balotelli ha dato a Mihajlovic sul suo codice etico “O rigo dritto, o me ne vado”. Tanto che la società, onde evitare spiacevoli ricadute da parte del giocatore e balotellate di sorta, ha deciso di affiancare a Balotelli una sorta di “tutor etico” per sorvegliarne azioni e comportamenti.

Un Balotelli, dunque, controllato a distanza ravvicinata per tutto ciò che riguarda il suo “habitus” extracalcistico, dal look ai social network, dalla puntualità professionale alle uscite serali. Sembra di essere tornati alla “metodologia Rocco” da ferreo codice da caserma, ma evidentemente il Milan non intende far sgarrare Balotelli di una virgola. Un segnale di rispetto anche nei riguardi dei propri tifosi non troppo benevoli nei confronti di questa operazione di mercato.

Tuttavia, sembra proprio che la strada sia ancora lunga per Super Mario, che, a poche ore dalla firma con il Milan, commette un’ennesima gaffe sul proprio profilo Facebook, dicendo addio, anziché arrivederci, al Liverpool, e dunque contravvenendo subito a una delle regole imposte dal Milan sulla discrezione nell’utilizzo dei social. In Pratica Balotelli avrebbe così ammesso che il il suo passaggio al Milan non sarebbe per la sola stagione in corso bensì definitiva.

I’m grateful to Liverpool FC and Liverpool fans for the time and opportunities you gave me. It’s not a goodbye but…

Posted by Mario Balotelli – Official on Mercoledì 26 agosto 2015