Nonostante sia uno dei talenti più limpidi del calcio italiano degli ultimi 10 anni, Mario Balotelli è e rimarrà a lungo un “caso” per il calcio nostrano e per i campionati nei quali nel presente e nel futuro deciderà di giocare. E tutto ciò semplicemente perché Mario, a volte “Super”, molto spesso meno super, al talento unisce tanta sregolatezza ma soprattutto un carattere particolare, chiuso, psicologicamente fragile, ai limiti dell’asocialità. “Immaturo” è il termine che più spesso è stato speso per definire la personalità di un ragazzo evidentemente baciato troppo spesso dal successo. Nessuno però fino ad ora si è mai posto il problema di ribaltare il punto di vista e riflettere sul fatto che forse occorrono persone che riescano veramente ad andare incontro a Balotelli, senza aspettarsi sempre che sia lui a compiere il grande balzo.

Ecco il perché della scelta del Milan di puntare nuovamente su di lui, al netto dei discorsi economici che potrebbero entrarci quel giusto indispensabile. Una scelta basata su un rapporto umano tra Balotelli e Mihajlovic, anche se il serbo scherzosamente dopo la fantastica prestazione di Mario (quella sera sì, davvero Super) contro l’Udinese ha sottoscritto le parole di Felipe Melo (“bisognerebbe menarlo”), che potesse avvalersi di un canale di comunicazione privilegiato tra due uomini, prima che tra due professionisti dello sport. Ed è anche ciò che in questi giorni ha sostenuto un altro talento eccezionale del calcio italiano, Roby Baggio, che aveva espresso il desiderio di incontrare Balotelli.

Secondo il “Codino” nazionale Mario rappresenta “uno dei giocatori più forti nel panorama mondiale” e Baggio non aveva nascosto la sua volontà di dialogare con il giocatore, per dispensare qualche sano consiglio, lui che spesso ha vissuto situazioni analoghe a quelle dell’attaccante del Milan. “Balotelli? Ci vorrei parlare un po’. Ormai lui è alla penultima spiaggia. Se non fa un salto adesso è un problema, poi può avere solo dei rimpianti. Sembra voler dare agli altri l’idea di quello che forse non è” aveva dichiarato Baggio. E il desiderio di questo incontro si è avverato ieri a Milano, testimoniato da una foto pubblicata su Instagram, con la speranza che il confronto tra due talenti assoluti del nostro calcio abbia fatto scoccare una scintilla nella mente insondabile del venticinquenne dall’eterna potenzialità inespressa, che si è congedato in pieno Balotelli-style “Lui è una leggenda, grazie per tutto“.